Home Cronaca Tentarono di sfregiare il Giudice Filippello, assolti due tunisini

Tentarono di sfregiare il Giudice Filippello, assolti due tunisini

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Erano stati accusati di tentate lesioni gravissime ai danni del giudice Giuliana Filippello. Ora i due tunisini che volevano sfregiarle il viso sono stati assolti dal Tribunale dell’Aquila perché il fatto non sussiste.

Tentate lesioni al Giudice Giuliana Filippello

Il fatto non sussiste”. Questa la decisione del collegio penale del Tribunale de L’Aquila che ha assolto con formula piena Ben Fattoum Afif e Ben Alì Mohamed, i due tunisini accusati nel 2016 di aver complottato un’aggressione ai danni di Giuliana Filippello, Giudice del Tribunale di Ascoli Piceno, che stava indagando su di loro.

I due tunisini, domiciliati a Martinsicuro, allora avevano rispettivamente 39 e 34 anni e finirono al centro di un’inchiesta su un vasto giro di droga che dalla Campania giungeva nelle province di Ascoli e Teramo. Per questo motivo, nel gennaio del 2016, i due furono arrestati e poi processati con giudizio immediato dinanzi al Tribunale del capoluogo abruzzese per tentate lesioni gravissime. Il Pubblico Ministero, Stefano Gallo, aveva stabilito per gli imputati una condanna a due anni e quattro mesi di reclusione ma entrambi erano stati sottoposti alla misura di custodia cautelare ai domiciliari. Nel 2016 Ben Fattoum riuscì a far perdere le proprie tracce per una decina di giorni, dopo essersi liberato del braccialetto elettronico che aveva addosso, ma i Carabinieri lo rintracciarono a Terracina. Durante le agitate fasi dell’arresto, l’uomo minacciò perfino il suicidio.

Secondo le indagini dei Carabinieri di Ascoli, il 39enne Ben Fattoum avrebbe istigato il connazionale Ben Ali, di soli 24 anni, a sfregiare il Giudice nel corso di un interrogatorio di garanzia che si sarebbe dovuto tenere presso il carcere di Ascoli Piceno, il 13 aprile 2015. A distanza di anni, i due aggressori tunisini sono assolti perché il fatto non sussiste.

A dichiararlo è stato il legale di Ben Fattoum, Vincenzo di Nanna, il quale ha sostenuto “l’insussistenza del tentativo di lesioni e la contraddittorietà dell’accusa, non potendosi riconoscere i requisiti di non equivocità degli atti a una condotta autolesionistica”. Infatti, estraendo una lametta al momento dell’interrogatorio, non è certo che Ben Fattoum volesse colpire il Giudice. Il Tribunale ha comunque ordinato la trasmissione dei verbali delle intercettazioni e delle testimonianze alla Procura de L’Aquila, per le valutazioni di competenza in ordine alle accuse di minaccia consumato in danno del giudice Filippello.