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Eleonora, resa invalida dai medici. Le assicurazioni vogliono ridurre il risarcimento

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L’invalidità della piccola Eleonora Gavazzeni è stata causata dalla negligenza dei dottori durante il parto, per gli esperti la bambina non vivrà a lungo, quindi per lei nessun risarcimento.

Eleonora morirà presto: il risarcimento è sprecato - Leggilo

 

È una storia che strazia il cuore quella di Eleonora Gavazzeni, la bambina invalida al 100% dalla nascita per colpa di una tetraplegia spastica, una forma di paralisi che coinvolge contemporaneamente la muscolatura di tutti e quattro gli arti. A causarla, sono state diverse lesioni neurologiche avute durante il parto all’ospedale di Rovigo nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 2008. Sotto accusa, la negligenza dei medici che hanno fatto nascere la bimba, con danni irreversibili.

Lo scorso 19 settembre il Giudice Pierangela Congiu, del Tribunale civile di Rovigo, ha stabilito un risarcimento record di quasi 5 milioni di euro per la bambina e per la madre, ma durante l’ultima udienza di fronte alla quarta sezione civile della Corte d’Appello di Venezia, è avvenuto qualcosa che ha fatto indignare i genitori e tutti coloro che hanno sostenuto la causa di Eleonora. Le compagnie assicurative, infatti, hanno ritenuto il risarcimento troppo alto in quanto alla piccola, secondo le aspettative di alcuni medici, non è rimasto molto da vivere.

Il caso della bimba era tornato alla ribalta televisiva dopo i rallentamenti nel pagamento del risarcimento – in particolare di 4,7 milioni di euro circa. Nella sentenza, era stata riconosciuta una spesa di circa tremila euro al mese per 70 anni per far fronte alle spese che i genitori di Eleonora dovranno fronteggiare per tutta la vita. Ed è proprio quest’ultima misura che ha fatto storcere il naso a molti. “Qualsiasi bambina nelle condizioni di Eleonora non potrà mai vivere così a lungo“, si evince dai referti medici. “Potrà solo augurarsi di arrivare ai 40 anni”.

Di fronte a queste misere aspettative di vita le compagnie assicurative preferiscono, dunque, non effettuare il risarcimento. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno per i genitori della piccola, i quali non riescono a trattenere la lor rabbia: “Non possiamo che provare rabbia, stanchezza e frustrazione, nel vedere come nostra figlia sia considerata come un oggetto, senza un cuore e senza un’anima”, dice la mamma Benedetta Carminati. “Nostra figlia è stata condannata ad una vita in gabbia per colpa di errori altrui e qualcuno si permette di dire quanti anni vivrà”. La donna non riesce proprio a comprendere quanto accaduto: quella della figlia doveva essere una vita normale, e si è trasformata improvvisamente in un incubo.

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