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Senato, sì alla Riforma della Fornero e al Reddito. Lei: “State ingannando gli italiani”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16
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L’aula del Senato ha approvato il cosiddetto “Decretone”, il provvedimento che contiene Reddito di cittadinanza e Quota 100.

Elsa Fornero, critiche a Quota 100 - Leggilo

Tempo di approvazioni in politica. Dopo il lasciapassare di Montecitorio alla mozione presentata da FDI contro l’approvazione del Global Compact, l’aula del Senato ha approvato il cosiddetto “Decretone”, il provvedimento che contiene Reddito di cittadinanza e Quota 100, i due punti di forza del Governo giallo-verde, sostenuto dal Vicepremier Luigi Di Maio, il primo; e dalla Lega di Matteo Salvini, il secondo. Il Decretone è passato in Senato con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera, come riportato dall’Ansa.

Caos, in Aula, dopo che i Senatori di Forza Italia si sono alzati in piedi indossando un gilet blu con scritto: “Sì lavoro, no bugie”, tanto da costringere il Presidente Maria Elisabetta Casellati a sospendere i lavori per alcuni minuti. “Vorrei ricordare che il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze”, ha detto poi la Casellati riprendendo l’iter.

Anche l’intervento di Paola Taverna, Senatrice del M5S, ha alzato proteste nell’ala PD: alcuni hanno esposto dei cartelli con su scritto “Tso”, di sicuro un gesto poco gentile nei confronti della pentastellata che ha detto: “Sto solo facendo una dichiarazione di voto tranquilla, nei limiti di quello che mi viene concesso”. Anche il Premier Giuseppe Conte si è detto entusiasta: “Con il reddito di cittadinanza arriverà una vera e propria rivoluzione del welfare, i cui benefici vanno visti non solo per stimolo alla crescita, ma anche come riduzione del rischio di cadere in povertà”.

A bloccare gli entusiasmi, però, ci ha pensato la Commissione Ue, in un rapporto sull’Italia presentato ieri. Bruxelles resta negativa sulla Manovra, in quanto include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, come riportato da Adnkronos. Allo stesso tempo, non include interventi efficaci per aumentare la crescita. Quel che manca alla legge di Bilancio, dice il rapporto, sono proprio le riforme sul lato dell’offerta, tanto che l’Italia è il “Paese della Ue che più mette barriere a chi voglia investire sul suo territorio, anche se la nostra economia, in recessione tecnica, avrebbe bisogno di investimenti”. Proprio agli investimenti, il Governo dedica un piccolo ammontare di spesa aggiuntiva, nonostante siano proprio questi ultimi a stimolare la crescita economica e a mettere in circolo l’economia.

Troppi vincoli, dunque, a bloccare la crescita. La dinamica degli investimenti preoccupa e non poco, tanto più se, per il futuro, non sembra esserci aria di miglioramenti all’orizzonte. Il report sottolinea come il nostro Paese sia quello più ostile agli investitori, per via delle barriere e i limiti che vengono imposti a chi vuole investire. Solo tre settori sarebbero agevolati e privi di blocchi: telecomunicazioni, energia, trasporti.  Ne restano fuori sedici categorie. Ci seguono, in materia, immediatamente dopo, Spagna e Portogallo, con cinque categorie libere da barriere, contro le tre italiane. La Grecia, che non può permettersi neanche di competere in acque cattive, non è inclusa nella classifica.

Gli investimenti, sia nazionali che esteri, sono dunque in discesa, a causa, dice il rapporto, di una scarsa produttività. “Il gap tra l’Italia e il resto della Ue resta sostanziale e negli anni tra 2010 e 2017 la produttività del lavoro è aumentata in media solo dello 0,5% l’anno contro una media europea dell’1,3 per cento e nel 2018 si stima che sia rimasta stagnante”, si legge nel report. Il Reddito di cittadinanza, a sua volta, potrà avere un impatto positivo sui consumi ma “potrebbe essere difficile da implementare”.

Se il bilancio appare negativo, l’Italia avrebbe invece realizzato un progresso limitato nel rispondere alle raccomandazioni specifiche per il Paese del 2018. “Si sono evidenziati progressi nella lotta alla corruzione, con migliori tecniche di investigazione; termini di prescrizione più lunghi per i reati di corruzione; con la riduzione del decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado”, fa sapere la Commissione di Bruxelles. Tutto il resto – come la tassazione dai fattori produttivi e la riduzione della durata dei processi di giustizia civile – resta negativo.

Sembrano quanto mai giuste le parole del Premier Giuseppe Conte di ieri: “L’Italia deve correre e il governo sa che è arrivato il momento di premere sull’acceleratore sul fronte delle infrastrutture”. Cadono a pennello, ma uno dei “punti di forza”, come ha fatto notare il Commissario degli Affari economici Pierre Moscovici, dell’Italia, è proprio il debito. “E’ fondamentale che il debito non cominci a crescere di nuovo”, dice Moscovici. “Paradossalmente, se l’economia è debole, minori sono le aspettative”.

Come anticipato all’inizio di febbraio, il Pil è previsto in aumento solo dello 0,2%. In ogni caso, la valutazione finale sui conti pubblici e l’eventuale richiesta di una manovra correttiva è rinviata a dopo le elezioni europee. Il giudizio di Bruxelles sulla Manovra 2019 resta comunque negativo.

E se Bruxelles storce il naso certo non è entusiasta della riforma pensionistica Elsa Fornero, ex Ministro del Welfare. A motivare le sue critiche questa volta è un breve spot pubblicitiario, a cura dell’Inps, che spiega in maniera semplice – fin troppo – le linee essenziali della riforma e su come fare domanda se ricorrono i benefici: “I compiti di un Paese coonsistono nell’informare non nell’ingannare” – ha detto a La7, dimenticando forse il caos. anche comunicativo, sulla questione esodati creato dalla sua  Riforma  – “Quota 100 è patetica ed illusoria per le persone” ha detto.  E sullo spot ha detto: “E’ un classico di pubblicità inganevole. Il Governo ha il compito di informare, non di fare spot ingannevoli sulle misure. Informare signifca che i cittadini dovrebbero sapere che hanno la possibilità di andare in pensione prima rinunciando ad una parte della pensione, perchè il metodo in vigore dal 2012 implica che se si va in pensione prima si prende meno“.

Fonti: Ansa, Adnkronos, Youtube Claudio Cominardi, La7