Mahmood, il sex symbol d’Italia ha un fidanzato. E sui social si strumentalizza la sua omosessualità e il suo essere straniero. 

Mahmood è fidanzato
Mahmood con Giancarlo Casano, un suo caro amico

Mahmood è ormai nell’occhio del ciclone. L’italo-egiziano ha vinto la 69esima del Festival di Sanremo e in un attimo la sua vita è cambiata. Prima della kermesse erano in pochi a conoscerlo; dopo, il ragazzo è finito sulla bocca e nelle orecchie di tutti.

La sua “Soldi” – sarà anche per il polverone di polemiche alzatosi dopo Sanremo – è da giorni in testa alle classifiche, e il ragazzo, dopo essere diventato il primo artista in assoluto a vincere, nella stessa edizione, sia la categoria giovani che la categoria big, ora vede il suo singolo come il più venduto, secondo la classifica della Fimi. Anche su Spotify, il brano è il singolo italiano più suonato di sempre.

Sui social, la sua vittoria è stata percepita da molti come una strumentalizzazione politica da parte della Rai, oltre che ingiusta per le modalità di voto che hanno ribaltato totalmente il volere del pubblico. Sui social, si è tirato in ballo il Vicepremier Matteo Salvini. L’ironia si basa sulle origini straniere del ragazzo, ma anche sulla sua sessualità. “Italo egiziano e pure gay, Salvini sarà contento”, questo uno dei commenti che si legge sui social.

Eppure, il Vicepremier non ha mai fatto cenno alla cosa, e anzi ha zittito tutte le accuse, ingiustificate e prive di fondamento. Il motivo del post di Salvini, dopo la proclamazione del vincitore – “Meglio ultimo“, aveva twittato – starebbe solo in un fatto di gusto: “Non posso dire che mi piaccia Mahmood, ma trovo strano che una giuria di 8 radical chic abbia potuto ribaltare il televoto degli italiani”, ha raccontato il Vicepremier ospite da Bruno Vespa“. Lui è milanese e italiano come me, ma posso dire che preferisco De André a Mahmood?“.

D’altra parte, a voler tenere lontane le polemiche ci pensa anche lo stesso Mahmood. “Io non ho mai detto di essere gay. La mia è una generazione che non rileva differenze se hai la pelle di un certo colore o se ami qualcuno di un sesso o di un altro”, ha raccontato al Corriere. Il ragazzo, nuovo sex symbol d’Italia, è sempre stato lontano da dichiarazioni in merito. Nessun coming out, nessuna frase eclatante da prima pagina. “Troverei poco educata la domanda se ho una fidanzata o un fidanzato. Specificare significa già creare una distinzione”, dice. “L’idea stessa del coming out è un passo indietro e presuppone il bisogno di dividere tra etero e omosessuali”. 

Nessuna polemica né contrasto pare quindi esserci tra il Ministro dell’Interno e lo stesso Mahmood. Resta a bocca asciutta chi banalizza la questione migranti, tanto delicata quanto allarmante, a un colore di pelle. E chi fa di tutto per scagliarsi contro Salvini, prendendo come pretesto motivazioni futili che non reggono.

Chiara Feleppa

Fonti: Porta a Porta, Il Corriere della Sera

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