Home Politica Opinioni Salvini sotto processo, i poliziotti firmano in suo favore. Aperta un’inchesta

Salvini sotto processo, i poliziotti firmano in suo favore. Aperta un’inchesta

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Poliziotti al gazebo per difendere Salvini. E la questura apre un’inchiesta

Paolo Arrigoni, senatore della Lega, ha condiviso sul suo profilo Instagram un post che ha fatto discutere. La questura di Ascoli Piceno ha aperto un’inchiesta.

Firmano una petizione per Salvini, poliziotti sotto inchiesta

Galeotto fu il post di Paolo Arrigoni, senatore della Lega, che ha condiviso sul suo profilo Instagram uno scatto che ha fatto polemica. Arrigoni, responsabile del partito nelle Marche, ha pubblicato la foto di due poliziotti in divisa, sotto un gazebo, intenti a sottoscrivere una raccolta firme a sostegno del Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini. La foto era stata rimossa, per poi ricomparire, sul profilo, con tanto di spiegazione da parte dell’autore.

Ieri ho pubblicato questa foto”, ha scritto, “La foto di due agenti di polizia che con un atto di generosità e coraggio nelle #Marche hanno voluto sottoscrivere la raccolta firme a sostegno del Ministro dell’Interno Salvini. Poi, l’ho cancellata, per ragioni di privacy e per rispetto a quei due ragazzi, sapendo che c’era il rischio che venisse strumentalizzata da chi non vede l’ora di infangare il lavoro nelle nostre Forze dell’Ordine”.

Quando si sente parlare di divise, e di strumentalizzazione delle Forze dell’Ordine, subito alla mente viene in mente l’attacco – anzi, gli attacchi, molteplici e indignati – rivolti proprio a Salvini che spesso se ne va in giro indossando divise della Polizia o dei Vigili del Fuoco. Come segno distintivo e di omaggio al loro lavoro. L’appoggio pare essere ricambiato, visto che quello tra Forze dell’Ordine e Matteo Salvini è a quanto pare un sostegno reciproco. Eppure, la notizia ha fatto scalpore tanto che la Questura di Ascoli Piceno ha comunicato di aver aperto un’inchiesta amministrativa per l’accertamento dei fatti.

La raccolta firme, “Salvini non Mollare”, lanciata nei gazebo posizionati in più di 200 piazze d’Italia, o sul web, è in riferimento al processo intentato contro Matteo Salvini per la questione dei migranti della nave Diciotti. La petizione ha raggiunto già 200 mila firme. Ma, intanto, ci si appiglia a tutto pur di andare contro al Vicepremier. Beatrice Brignone, la segretaria di “Possibile”, ha parlato di una “foto da Paese autoritario“, appoggiata da Andrea Maestri, della segreteria nazionale di Possibile.

Eppure quando i colleghi e le colleghe di quei due agenti vengono insultati o malmenati da spacciatori, clandestini, criminali o dai centri sociali nessuno muove un dito per esprimere indignazione. Io rivendico la vicinanza della Lega alle Forze dell’Ordine. È motivo di orgoglio vedere che la stima è ricambiata, vedere che gli agenti si mobilitano per un Ministro che finalmente garantisce la loro sicurezza”, ha continuato nel suo post Arrigoni. “Sono stanco di chi cerca sempre di gettare fango verso una divisa. Quei due ragazzi hanno voluto manifestare la libertà di esprimere la loro opinione e la Lega e Matteo Salvini li tuteleranno in ogni sede”.

https://www.instagram.com/p/BtbHoxgAmcE/
Fonti: Instagram Paolo Arrigoni

 

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