Home Politica Espulsioni, Laura Boldrini: “Abbiamo 600mila migranti irregolari e non possiamo rimpatriarli”

Espulsioni, Laura Boldrini: “Abbiamo 600mila migranti irregolari e non possiamo rimpatriarli”

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600 mila migranti da rimpatriare. Matteo Salvini giura che riuscirà a farlo e, indirettamente, risponde ad un guanto di sfida lanciatogli da Laura Boldrini, subito dopo la formazione del nuovo Governo. Sul tema espulsioni la parlamentare di Liberi e Uguali, aveva parlato in un tweet dell’11 giugno, nel pieno della vicenda Aquarius:

Al Viminale, gli hanno spiegato che non potrà rimpatriare 600mila immigrati irregolari come aveva promesso in campagna elettorale. Cosi per distrarre l’opinione pubblica non fa sbarcare i migranti accanendosi contro minori e donne incinte“. Scriveva l’ex Presidente della Camera, di fatto dichiarando, nel sostenere l’impossibilità di rimpatrio per gli irregolari, che l’Italia doveva sottostare ai flussi migratori senza poter opporre alcuna politica di regolamentazione. Questo diceva, in realtà. E se questa idea perviene da una conclusione su un ponderato studio delle migrazioni – come si ritiene e ci si augura – sarebbe da comprendere su quali presupposti si basa: su quali dati, in altre parole, e su quali criteri di valutazione Laura Boldrini è giunta alla conclusione, in buona sostanza, che non c’è niente da fare e che non è giusto fare qualcosa dinanzi alle migrazioni. Si percepisce in lei la convinzione che le migrazioni siano un ineludibile fenomeno della Storia e non ha senso opposi ad esse. La ex Presidente della Camera non rende noti gli elementi su cui ha fondato le sue convinzioni. Ne deriva una modalità di approccio al problema migrazioni – sempre che lo ritenga un problema – in apparenza senza soluzioni e senza iniziative, tweets a parte. Ne fa uso spesso anche lei. Laura condanna la superficiale politica dei “like”. E non ha torto. Ma sui social scrive e cinguetta come tutti. Quindi a giugno parlava di migranti non rimpatriabili. E torto non ne ha: sono 600mila migliaio più, migliaio meno. Non per demerito dell’odierno Ministro, sembra.

Nel tweet di giugno c’era una buona dose di quella falsità corriva e volgare su cui scivola ogni tanto anche lei, Laura Boldrini, che volgare non è. Ma la militanza politica può involgarire indiscriminatamente, a Destra e a Sinistra. Perchè affermare che il migranti della Aquarius erano stati fermati: “per distrarre l’opinione pubblica” è chiaramente falso. Distrarre da cosa? E’ una polemica piccola e banale, cui si potrebbe rispondere dicendo che il caso Nave Diciotti è stato montato dalla Sinistra per distrarre l’opinione pubblica dai pessimo affare dell’Air Force Renzi, o dalla beneficenza per l’Africa mai arrivata o dalle fatture che qualcuno ritiene false, tanto per restare in famiglia. Oppure, se volgiamo lasciare in pace Matteo, si potrebbe dire che creare il caos sulla Diciotti serviva per non parlare troppo di Genova e dei Benetton, su cui il PD non ha voglia di dire granché.

C’era poi quella frase “accanirsi contro minori e donne incinte” che è una drammatizzazione strumentale senza alcun riscontro di fatto, falsa e poco degna. Frasi come queste non hanno altro esito se non quello di distruggere i presupposti di un confronto sereno sul tema delle migrazioni. A chi imputa a Matteo Salvini di aver esasperato i toni tweet come questi dimostrano che Laura Boldrini ha giocato e gioca volentieri la carta dell’esasperazione, in maniera speculare ed opposta, usando con accortezza e in forma meno eclatante il medesimo, identico, approccio “salviniano“. Ma con minori argomenti a proprio favore.

La risposta di Matteo Salvini arriva tre mesi dopo. Intanto è successo di tutto: Aquarius, Genova, Diciotti, un’indagine per sequestro di persona e un altro sequestro, questo voluto dalla Magistratura: sequestro immediato di ogni risorsa economica della Lega. Il Ministro non sembra risentirne in termini operativi e si prepara alle espulsioni di massa di clandestini, quelle espulsioni che la ex Presidente della Camera ritiene impossibili: “Stiamo lavorando per fare quello che in vent’anni non si è fatto: accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze”, ha detto il Ministro a L’Indignato speciale su Rtl 102.5.

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Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Sudan, Niger, sono i Paesi di provenienza della stragrande maggioranza dei clandestini considerati profughi dai governi precedenti. La situazione deve cambiare e cambierà, assicura il titolare del Viminale: “Entro l’autunno saprò dire quanti e di che tipo di espulsioni ho fatto. Entro settembre andrò in Tunisia, da lì ne sono arrivati più di 4 mila e non c’è guerra, carestia, peste e non si capisce perché vengano qui da noi”. Secondo il Ministro l’unico accordo che funziona, al momento, è proprio quello con la Tunisia: “ne rimpatriamo 80 a settimana”. Ma non basta, Salvini lo sa benissimo: “Organizziamo due charter a settimana per un’ottantina di espulsioni. Capite che se ogni settimana, fra tunisini, nigeriani e altri, ne espelliamo 100, ci mettiamo 80 anni a recuperare i 5-6-700 mila immigrati entrati negli ultimi anni”. Per questo un’accelerazione drastica è indispensabile e arriverà a breve. Magistratura permettendo.

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