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“Dobbiamo inventarci qualcosa per far cadere questo Governo”

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Il Governo tiene ed il PD pensa alle contromosse. L’intervento del premier Giuseppe Conte a Cernobbio, dove ha parlato ad una platea di imprenditori, banchieri ed industriali sembra rafforzare l’impressione che il Governo è destinato a durare molto più a lungo di quanto non sembri a molti detrattori. Conte ha assicurato che non c’è alcuna tensione e nessuna prospettiva di elezioni anticipate. «Siamo molti coesi – ha detto – a volte sono molto sorpreso: leggo i giornali e vengo a sapere di discussioni che avrei avuto con un ministro. Leggo di fibrillazioni, discussioni, ricostruzioni varie. In tutti i nostri incontri – ha proseguito – non ci sono grandi discussioni, c’è un franco dialogo, siamo tutte persone ragionevoli, non siamo una banda di squinternati e abbiamo una prospettiva di operosità quinquennale».

Conte ha fatto cenno alle indiscrezioni dei giornali mainstream che sembrano scommettere sulla prossima caduta del Governo e parlano di elezioni anticipate, alla luce degli ultimi sondaggi, che vedono la Lega primo partito con il 33% dei consensi. «Lo dimostreremo anche con la manovra economica: noi stiamo varando una manovra che mira a esercitare quella che è la prerogativa di un governo, cioè formulare una politica economica nella prospettiva non di qualche mese o di un anno, ma di cinque anni» ha detto Conte che ha inteso rassicurare la platea, sottolineando che  l’ipotesi di uscire dall’euro non è mai stata all’ordine del giorno, così come quella di lasciare l’Unione europea. Parlando del crollo del Ponte Morandi a Genova e della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia ha detto: «Non siamo per le nazionalizzazioni, non siamo per le privatizzazioni ma per una gestione efficiente delle risorse pubblicheDelle volte sarà necessario affidarsi ai privati – ha spiegato – ma d’ora in poi consentiremo la remunerazione dell’investimento. Sappiamo cos’è il rischio di impresa e lo sconteremo, ma sappiamo anche cosa significa depredare le risorse pubbliche e non lo consentiremo più».

La sensazione di – relativa – stabilità del Governo Conte avvertita anche dalla platea di Cernobbio era già stata oggetto di una riflessione che partiva proprio dal cuore del PD, alla Festa nazionale dell’Unità di Ravenna dovhe ha parlato Dario Franceschini, intervistato da Massimo Giannini di Repubblica. Già Segretario del partito, Ministro negli ultimi tre governi a guida PD Letta, Renzi e Gentiloni e già sottosegretario ai tempi di D’Alema, Franceschini ha parlato della preoccupazione in seno al partito per la “tenuta” della compagine di Governo. «Sbaglia chi pensa di aspettare che questi falliscano – ha detto Franceschini – perché la gente torni a votarci, non fa bene al paese, e non è automatico che i voti persi tornino a noi»

Ed ha parlato quindi spiegando le incertezze e le fragilità dei Democratici in questo particolare momento. E come pensano di uscirne: “Questo Governo è molto attento alla comunicazione, con messaggi chiari e comprensibili. Ora vedremo la legge di bilancio, che sarà una ‘fase 2’ per loro, e va capito come la conciliano con tutte le promesse che hanno fatto. I nodi arriveranno al pettine. Però la loro spregiudicatezza li aiuta, riescono a fare annunci e proclami, poi smentendosi dopo poco tempo

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Abbiamo per 20 anni giustamente contrastato Berlusconi e le sue politiche. Ora Salvini ha spostato un certo elettorato su posizioni più reazionarie. Oggi sembriamo tutti storditi: oggi con un Salvini molto più pericoloso di Berlusconi non abbiamo la stessa capacità di reazione. Dove sono gli intellettuali? Serve capacità di reazione e per fare un lavoro di contrasto parlamentare e sociale per far cadere questo Governo e non per sperare che vada avanti continuando a far danni al Paese e ai valori. Serve indignazione e una mobilitazione morale, sociale e culturale“.

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