Laura Boldrini ha risposto, con una parola, a tutti quelli che in queste ora hanno dissentito con la scelta della ex Presidente della Camera di recarsi a Catania e salire sulla nave Diciotti ferma da giorni con a bordo migranti salvati nelle acque libiche, in attesa di poter toccare terra. Le tensioni sulla vicenda sono enormi. Il tentativo più autorevole per ottenere il via libera allo sbarco è stato fatto dal Presidente della Repubblica. Il Ministro Matteo Salvini ha tenuto il punto, paventando  la possibilità di rinunciare alla carica di ministro se le pressioni fossero state tali da non permettergli di poter gestire il caso. La maggioranza di governo ha fatto quadrato, mentre il PD ha trasformato il caso in una sorta di battaglia irrinunciabile per l’affermazione di una linea alternativa a quella del governo. Il segretario Maurizio Martina si è recato a Catania, così come altri parlamentari dem, convinti di ravvisare nella decisione del Ministro una sicura violazione dei diritti umani e della stessa Costituzione italiana. La Procura di Agrigento ha fatto la sua parte, aprendo un fascicolo sull’ipotesi di reato per sequestro di persona.

Ma l’immagine simbolo di questa Linea Maginot tra il Governo e il PD è stata lei, Laura Boldrini che ieri si è recata a Catania per verificare di persona le condizioni dei migranti a bordo.

Una scelta anche d’immagine, un tenere il punto non meno determinato di quello compiuto da Salvini. Politicamente entrambe le posizioni sono legittime ed i protagonisti ne accettano le conseguenze. E’ tuttavia vero che se Salvini è accusato di scelte compiute “sulla pelle dei migranti” un discorso speculare ed opposto può essere mosso a chi ingigantisce il caso per puro antagonismo nei confronti del Governo, tralasciando o meglio fregandosene dell’aspetto politico di questa determinazione che è, con tutta evidenza, rivolto non ai migranti, ma all’Europa. L’opposizione a Salvini, senza una riflessione sul ruolo che deve avere l’Italia in rapporto agli altri Paesi europei, è un atto politicamente non meno cinico e spietato della scelta imputata al Ministro. E’ un politicamente corretto sulla pelle dei migranti e del Paese. Con l’aggravante di essere senza alcuna prospettiva o visione politica decifrabile, buona o cattiva che sia. E ipocrita. A sottolineare questa contraddizione – così sfacciata e radicale da apparire una vera e propria perversione politica, non percepita da chi ne è affetto, come tutte le perversioni irreversibili – è la concomitanza del caso Diciotti con la tragedia del Ponte Morandi a Genova.

“Laura Boldrini non va Genova dagli italiani ma sale sulla nave. Portatela in Libia”

Maurizio Martina, segretario del PD, è andato a Genova per portare un segno di conforto ed ha preso i fischi, come riportato da Repubblica. Dopo si è recato a Catania per sincerarsi delle condizioni dei migranti. Una scelta che implica adesione ai principi di solidarietà, criticabile nella misura in cui appare incompleta o superficiale. Ma è stata una scelta, la sua, che non è sembrata voler lanciare messaggi di ostilità o antagonismo, al di là delle parole polemiche verso il Governo per la gestione della vicenda Diciotti. Diverso è il caso di un altro esponente politico che sceglie deliberatamente di non andare a Genova e di recarsi solo a Catania. Il messaggio, sia pur implicito, è chiarissimo perchè evidenzia, volutamente, una scala di priorità. Questa è la ragione delle critiche rivolte a Laura Boldrini in queste ore.

Critiche fatte proprie dal vicepremier Luigi Di Maio: “Oggi che vadano a fare le sfilate sul porto di Catania quelli che hanno fatto diventare il tema dell’immigrazione un bubbone, mi sembra ridicolo. Quelle persone non dovrebbero fare la lezioncina a noi. Sono io che ho scoperto che Renzi è andato in Europa ad aprire i porti per ottenere in cambio i fondi per gli 80 euro. Fanno la passerella a Catania ma non si sono visti ai funerali di Stato a Genova e mi riferisco a esponenti dell’opposizione“.

Una frase, l’ultima di Di Maio, come riportato da Il Giornale, che rappresenta pienamente il pensiero di molti, forse la maggioranza del Paese, sulle scelte di Laura Boldrini. E non a torto. Lei  ha risposto con queste parole “Vergonati, sei patetico“. Parole rivolte a lui e, di fatto, a tutti quelli che si sono ritrovati in quella critica.Niente di più, niente di meno.

Il timore è che Laura Boldrini sia, politicamente, tutta in queste parole, nell’incapacità o meglio nella volontà di non comprendere e nell’ostinata miopia che rivelano. Niente di più e niente di meno. E in un’Italia che ha bisogno di un’opposizione non solo ostinata, ma anche capace e di buon senso questa non è una buona notizia.

Fonti: One Media Video, Agenzia Vista, Il Giornale, Repubblica

 

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