Home Politica Grasso e Bersani. Uno contro le tasse universitarie, l’altro contro la destra

Grasso e Bersani. Uno contro le tasse universitarie, l’altro contro la destra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:44
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(Websource/archivio)

Un Pietro Grasso come sempre schietto e senza peli sulla lingua, quello che si è presentato a Roma durante l’assemblea nazionale. Ha parlato un pò di tutto e tutti, in vista delle prossime elezioni e come primo punto toccato, ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie, il che avrebbe un costo totale di 1,6 miliardi, dichiarando: “È un decimo dei 16 miliardi che ci costa lo spreco di sussidi dannosi all’ambiente, secondo i dati del ministero dell’ambiente”. E aggiunge sull’argomento: “Altri aboliscono le tasse, noi aboliamo il precariato. Ma le tutele non servono a nulla se non c’è il lavoro. E allora dobbiamo investire lì dove il lavoro possiamo davvero crearlo”. Indica così le linee programmatiche su ambiente, turismo, mezzogiorno, scuola e ricerca. Continua dritto per le sue idee il leader di Liberi e Uguali, soffermandosi ora sull’antifascismo: “Lotteremo per i molti non per i pochi. Il nostro impegno non finirà il 4 marzo, abbiamo un progetto molto più ambizioso. Ci aspettano settimane di intensissimo lavoro, è solo l’inizio per cambiare l’Italia, per dare una svolta. Vedo gente rassegnata, impaurita, delusa, con lo sguardo basso. I populismi soffiano sulle paure e noi abbiamo il coraggio di reagire e porre rimedio a tutto ciò. Siamo eredi degli uomini e delle donne che 70 anni fa ci liberarono dal fascismo dandoci la libertà, siamo orgogliosi di credere nella democrazia parlamentare e pronti a lottare fino in fondo per realizzare i principi della costituzione”.

Poi apre una postilla verso una vecchia decisione presa dal precedente Governo: “Idee credibili, non diremo favole come quella del canone Rai. Useremo ogni minuto per parlare ai cittadini delle nostre proposte. Lo faremo per ridare speranza al Paese con suggerimenti seri e concreti a differenza delle irrealizzabili favole degli altri partiti. Se ne sono sentite, Renzi ha detto di voler abolire il canone Rai dopo averlo messo in bolletta. Berlusconi ne ha dette troppe, non riesco a pensare alla più clamorosa. Il discorso vale anche per Salvini e per i Cinque stelle. Siamo l’unica alternativa credibile”. Prosegue il suo intervento sponsorizzando i suoi candidati: “Non valutiamo solo l’aspetto giudiziario, non basta la legge Severino, vogliamo portare in Parlamento donne e uomini rispettati e rispettabili. Non candideremo nelle liste estere alcun candidato residente in Italia”. Immancabile un suo apprezzamento alla Boldrini, in platea all’assemblea nazionale di Liberi e Uguali, per la prima volta dopo la sua adesione: “Il tuo impegno sui diritti è straordinario, siamo onorati e orgogliosi di averti tra di noi”. Insomma, idee chiare e toni decisi da parte del Presidente del Senato.

Insieme a lui però, a parlare un altro personaggio di spicco della politica italiana e alleato di Grasso, parliamo di Pier Luigi Bersani, che ha dichiarato: “La priorità si chiama lavoro, servono investimenti per dare occupazione e ridurre la giungla dei contratti precari. Senza queste cose non facciamo nulla con nessuno. Se ci sono queste due cose, più fisco e welfare, noi parliamo. Con Renzi? Con tutti, tranne con la destra ma per una questione di igiene mentale”. Dure affermazioni quelle del 66enne di Bettola che rincara la dose: “Se non ricostruiamo il fatto che non ci possono essere ponti levatoi verso qualsiasi posizione, dal centrosinistra in poi discutiamo a queste condizioni altrimenti vadano dove li porta il cuore. Dico solo che un pezzo di establishment non capisce il disagio del popolo, se non lo capiscono finiscono contro un muro. C’è troppa diseguaglianza e precarietà, ci sono giovani umiliati. Molti fanno spallucce, allora parliamo di canone Rai”. Manca poco, l’attesa sta per terminare e il popolo ha la possibilità di decidere da che parte schierarsi.

GVR

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