Home Spettacolo e Gossip L’appello del dj malato di Sla: “Baglioni, portami a Sanremo”

L’appello del dj malato di Sla: “Baglioni, portami a Sanremo”

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Andrea Turnu

La musica ha scandito tutti i momenti della sua vita. Ed è così anche ora che una terribile malattia gli ha intrappolato il corpo e lo tiene immobile su un letto da 5 anni nella sua casa di Ales, un paesino al centro della Sardegna. Andrea Turnu, 30 anni, ha un passato da dj, un presente da malato di Sla che “suona con gli occhi” e un sogno nel cassetto: quello di partecipare al Festival di Sanremo. Per questo ha rivolto un appello direttamente a Claudio Baglioni, che del prossimo Festival sarà il direttore artistico.

Andrea ha “firmato” due canzoni composte con gli occhi attraverso lo stesso sintetizzatore che gli consente di comunicare, e vorrebbe sfruttare i riflettori del festival per far sentire la sua musica e per lanciare il suo inno alla vita. Il primo brano, “My Window on the Music”, è stato un successo immediato e dalla galleria virtuale di iTunes ha raccolto risorse importanti per contribuire alla ricerca sulla malattia. Il secondo pezzo, più recente, è nato dalla collaborazione con una ragazza siciliana malata a sua volta di Sla.

“Purtroppo non posso cantare e ai concorrenti del festival non posso contendere il premio finale – spiega il dj sardo alla Stampa -. Però mi piacerebbe avere l’opportunità di far passare il mio messaggio attraverso il palco del Festival. Vorrei mostrare al mondo dorato dello spettacolo quello che la musica può fare per aiutare una persona con le mie difficoltà”. “E allo stesso tempo – aggiunge – vorrei ricordare agli italiani quanto è urgente un impegno di tutti per sconfiggere questa malattia spietatissima. Io non mi arrendo e anche se non posso muovermi ho deciso di combattere con tutte le forze per vivere al meglio, ma col sostegno di tante altre persone la vita dei malati potrà presto migliorare”. “Davanti agli artisti e ai milioni di spettatori – conclude – vorrei raccontare quanto è difficile combattere con questa malattia e quanto è bello scegliere di affrontarla con forza e coraggio. Ecco, vorrei lanciare un messaggio di speranza: non è compatibile con un festival musicale?”.

EDS