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“Sto morendo”: ma l’operatore del numero d’emergenza lo mette in attesa

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operatore

“Sto morendo”. Queste le ultime, tragiche parole rivolte a un operatore del “999”, il numero d’emergenza a disposizione dei cittadini britannici, da un giovane padre di 36 anni che, resosi conto della gravità delle sue condizioni di salute, ha disperatamente cercato di chiedere aiuto. Il poveretto non è purtroppo riuscito a salvarsi, nonostante la sua chiamata in extremis. Incredibilmente, il suo messaggio è stato messo “in attesa” per ben 40 minuti e lui nel frattempo è spirato.

L’assurda vicenda è avvenuta lo corso 17 giugno a Liverpool e vede come protagonista (e vittima) Paul Millea, padre di due figli, deceduto dopo essere stato pugnalato. “Sono stato pugnalato. Sto morendo”, ha detto mentre si trovava per strada in atteso dei soccorsi, che sarebbero arrivati quasi tre ore dopo. La sua chiamata è stata dirottata su un messaggio preregistrato, a causa dell’enorme mole di chiamate d’emergenza che in quel momento stavano arrivando al 999. Se così non fosse stato, forse avrebbe potuto salvarsi.

A tale proposito, nel corso del processo avviato dopo l’accaduto a carico di tale Philip Daniels, 26 anni, sono emerse diverse incongruenze. Dalle registrazioni risulta infatti che la telefonata di Millea al 999 è arrivata alle 21:11, mentre i soccorsi sono giunti sul luogo del delitto solo alle 23:50. Tale versione dei fatti cozza con quanto dichiarato dai portavoce del NWAS (North West Ambulance Service): la chiamata sarebbe stata effettuata alle ore 23:30 ed il soccorso dei paramedici sarebbe arrivato sul posto in soli otto minuti.

Il movente che ha portato all’uccisione di Millea è quello della gelosia: Daniels era convinto che l’uomo avesse una relazione con la sua fidanzata, una giovane di nome Kayleigh Maylor. L’imputato si è giustificato dicendo di aver agito per legittima difesa, ma è stato condannato all’ergastolo per omicidio. La sorella di Daniels, Kimberley, 28 anni, è stata condannata a 12 mesi di carcere (pena sospesa): in un primo momento ha ammesso di essere stata sua complice,ma poi ha testimoniato contro di lui.

EDS