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Ragazza suicida a 23 anni, era fidanzata con un ex del Manchester City

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La fidanzata di un ex calciatore del Manchester City si è uccisa dopo aver lottato per affrontare una condizione medica che le ha peggiorato la vita. La ragazza suicida si chiamava Faye Howard ed aveva 23 anni, l’episodio estremo è avvenuto lo scorso 29 giugno, alle spalle di tutto ciò c’è una lunga storia. Prima di farla finita ha inviato un messaggio al portiere 22enne Billy O’Brien, affermando di sentirsi imbarazzata e di peso per colpa di un problema intestinale debilitante. Più tardi il suo corpo è stato trovato nei pressi di Manchester, dopo l’allarme fatto scattare dallo stesso O’Brien. La Howard, che studiava Scienze Sportive a Liverpool, era affetta da dislessia del pavimento pelvico ed assumeva regolarmente l’Amitriptilina per curare una emicrania della quale soffriva di continuo. O’Brien, il quale milita ora nel Maccslesfield Town, ha dichiarato di aver incontrato la giovane nel 2015 dopo averla conosciuta su internet e di aver instaurato subito un gran feeling con lei. I primi dolori allo stomaco era sorti durante una vacanza insieme, a questi è seguita una grave costipazione che ha richiesto un consulto medico una volta tornati nel Regno Unito. Passavano i mesi e per la ragazza suicida non c’era alcun miglioramento. O’Brien dice anche che a gennaio 2017 andò a giocare in Scozia e fu seguito inizialmente dalla sua Faye, ma che entro breve tempo non riuscì ad ottenere un ingaggio e fece così ritorno a Manchester con lei: “Questo mise a dura prova la nostra relazione”. Nel precedente mese di maggio già le condizioni di salute della giovane erano ulteriormente peggiorate, al punto da costringerla a concedersi una vacanza da tutti i suoi impegni per ritirarsi in casa. “Già allora mi diceva di sentirsi un peso” aggiunge il giocatore, che dice anche di averla amata più di qualsiasi altra cosa al mondo. Lo stesso portiere dice infine di aver allertato la polizia ai tempi perché sentiva che la sua fidanzata si trovava in una situazione psichica molto compromessa.

Tutta colpa di un farmaco

La sorella della ragazza suicida conferma che Faye aveva iniziato a soffrire di emicrania acuta, per curare la quale assumeva un farmaco. Ma questo avrebbe causato poi i problemi all’intestino: “Tutto si sarebbe potuto risolvere con un intervento chirurgico, ma si trattava di qualcosa di molto invasivo, perciò si è provato a curare mia sorella con metodi alternativi. C’è voluto un anno per ottenere una diagnosi, ma a quel punto Faye era già molto depressa. Per una ragazza di soli 23 anni tutto ciò era uno scenario da incubo. La sua relazione con Billy vacillava e lei aveva deciso di tornare da nostra madre perché così almeno riusciva a provare meno imbarazzo”. La giovane continua: “Lo scorso Natale Faye aveva ottenuto un impiego presso un centro estetico, dove si trovava bene. Ma fisicamente e mentalmente le sue condizioni peggioravano sempre di più, ed alcune colleghe l’avevano derisa per questo, così Faye si era licenziata. Poi seguì Billy in Scozia ma faticava a trovare lavoro lì ed è tornata a casa da mamma. Successivamente poi si è trasferita nel suo appartamento, dove viveva da sola”. Una settimana prima di morire, Faye era stata in vacanza a Cipro con la famiglia, e c’era anche Billy. Tutto era stato vissuto con felicità, nonostante tutto. Ma la giovane, come confermato dalla sorella, aveva perso molto peso perché non mangiava più. Questo ha pesato anche su un nuovo tentativo di trovare un lavoro, ed al ritorno in Gran Bretagna il commento per nulla delicato di un potenziale datore di lavoro ha finito con lo sconvolgere definitivamente la suicida. “Il giorno dopo l’abbiamo vista uscire di casa molto arrabbiata con una borsa in spalla dicendo che era stufa di tutto e tutti. È stata l’ultima volta che l’abbiamo vista”.

Ragazza suicida, non aveva più voglia di vivere

“L’ho contattata telefonicamente – dice la sorella – e mi aveva rassicurato che non avrebbe fatto niente di inconsulto, ma mentiva”. Un dottore che aveva visitato l’infelice giovane nel corso del 2016 conferma che i suoi problemi intestinali erano connessi ad un effetto collaterale non comune legato all’assunzione di Amitriptilina. “Le consigliai di non prendere più quel medicinale, e la feci anche ricoverare in ospedale, fino a quando non le ho diagnosticato l’ansia a gennaio 2017. Tutto quanto vissuta la stava gettando in una profonda depressione, e non era affatto entusiasta dell’idea di operarsi. Le prescrissi degli antidepressivi”. Quando il corpo della giovane fu rinvenuto, accanto c’erano anche una foto di suo nonno, proprio degli antidepressivi ed il cellulare che stava riproducendo della musica. In camera da letto invece era stata trovata una nota nella quale la poveretta spiegava di non riuscire più a vivere così. Ed un 15enne si è ucciso a Padova nelle scorse ore, ma i motivi del gesto sono sconosciuti.

S.L.

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