Carrodano: Il Piccolo Comune Spezzino che Regna sulle Multe in Italia

Un paese di 465 anime, una strada che scorre come un fiume, un box arancione che attende paziente. A Carrodano il tempo lo misurano i passaggi d’auto e i lampi dell’autovelox: qui il confine tra fretta e prudenza non è una linea, è un varco.

Carrodano è piccolo davvero. Un Comune della provincia della Spezia, appoggiato tra colline verdi e il respiro della costa. Lo attraversi in un soffio e ti resta addosso l’odore di bosco. Eppure, il suo nome rimbalza lontano. Per chi guida, suona come un avviso: attenzione, qui non si scherza con i limiti di velocità.

La fama nasce a pochi metri dal casello autostradale. Esci, ti adatti al traffico locale, e trovi il dispositivo che ha reso il paese una “capitale” italiana delle multe. La scena è sempre la stessa: cartelli, rallentamento, scatto. Chi ha il piede pesante paga lo scotto. Chi è attento, passa e archivia.

Qualcuno lo chiama “bancomat”, altri lo difendono come baluardo di sicurezza stradale. Di certo, quell’impianto ha portato al Comune incassi importanti: parliamo di centinaia di migliaia di euro in un anno. La legge impone che una quota di queste entrate vada proprio alla sicurezza delle strade e a interventi connessi. Il resto sostiene il bilancio. E qui il tema si fa concreto: un paese minuscolo che regge servizi quotidiani anche con le entrate da sanzioni.

Dove nasce il “primato” delle multe

La posizione fa tutta la differenza. Il flusso che esce dal casello si mescola con chi va al lavoro, chi cerca la riviera, chi rientra dai monti. È un’arteria nervosa, con velocità diverse e aspettative opposte. L’autovelox registra, silenzioso, 24 ore su 24. Nei fine settimana d’estate non è raro vedere frenate brusche all’ultimo secondo, come se l’auto si ricordasse improvvisamente del cartello.

Gli abitanti, intanto, si dividono. C’è chi dice “meglio piano, qui ci viviamo noi”, e chi sbotta perché, di sera, un lampeggio può farti scivolare il cuore in gola. Esistono ricorsi? Sì, come in tutta Italia. Ma non ci sono dati pubblici completi sul tasso di annullamento a Carrodano: le percentuali precise non sono disponibili.

E qui la storia cambia passo.

Cosa cambia con il nuovo decreto

Nel 2025 entra in scena il nuovo decreto del Ministero dei Trasporti. La parola chiave è una: omologazione. Tradotto: dispositivi conformi, regole chiare su tarature, posizionamenti, distanze dai cartelli, contesti dove si può e dove non si può rilevare. L’obiettivo ufficiale è semplice da capire: meno trappole percepite, più fiducia, stessi effetti sulla sicurezza.

Cosa significa per Carrodano? Che l’impianto vicino al casello dovrà allinearsi a requisiti stringenti. Se tutto è in regola, continuerà a funzionare. Se qualcosa manca, serviranno adeguamenti. Al momento non risultano comunicazioni pubbliche definitive sull’esito delle verifiche specifiche per questo dispositivo: l’informazione è in aggiornamento e va trattata con cautela.

Per chi guida, la bussola resta elementare. Leggere i cartelli. Mantenere la velocità indicata. Verificare il verbale in caso di sanzione: luogo, orario, foto, riferimenti alla taratura. Se c’è un dubbio reale, si può valutare un ricorso, ma senza farsi illudere da leggende metropolitane. Il punto non è “fregare l’autovelox”, è arrivare interi.

Forse Carrodano pagherà il prezzo della sua fama. O forse la trasformerà. A volte un paese minuscolo diventa specchio di domande grandi: cosa chiediamo alle nostre strade, protezione o indulgenza? Intanto, tra casello e colline, il box continua a vegliare. E tu, quando arrivi lì, come scegli di raccontarti: con il piede, con la testa, o con tutte e due?