Melissa, la bambina rapita ritorna dopo 51 anni

Da molti è già stato definito il miracolo di Natale: Melissa fu rapita 51 anni fa dalla sua baby sitter ed oggi ha finalmente riabbracciato la sua famiglia.

Melissa rapita 51 anni
L’abbraccio con la famiglia (foto da Leggo.it)

Melissa Hinghsmith , 51 anni fa, era stata rapita dalla sua baby sitter in America: il caso diventò decisamente mediatico nel giro di pochi giorni. A nulla però servì la speranza dei genitori che la cercarono in tutti i luoghi al fine di abbracciarla. Tutto ciò fino a quest’oggi.

Negli anni in cui la scomparsa avvenne non esistevano ancora i test del DNA e dunque non era possibile ricondurre un figlio dai propri genitori. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica, Melissa ha potuto fare il test e riabbracciare la sua famiglia. Da molti è già considerato come un miracolo di Natale.

Melissa, la bambina rapita ritorna dopo 51 anni: la ricostruzione dei fatti

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Test del DNA (Canva)

Pochi mesi fa, infatti, è arrivata alla famiglia una segnalazione tramite il National Centre for Missing and Expoited Children. Alcune persone dicevano di aver visto Melissa in Carolina del Nord. I riflettori si sono riaccesi sul caso e la fiamma che teneva ancora in vita la speranza della famiglia è divampata. Dopo aver effettuato il test del DNA, Melissa ha potuto riabbracciare i suoi cari.

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Le era infatti pervenuta una chiamata da parte di uno sconosciuto affermando che Melissa potesse essere sua figlia. Erano troppe le coincidenze e le similitudini tra la storia di quell’uomo e la cinquantunenne. Il test poi ha confermato le aspettative. «L’abbiamo ritrovata grazie all’analisi del Dna. Vorremmo ringraziare sinceramente e fare un grande applauso alla nostra genealogista e sostenitrice, Lisa Jo Schiele, per la sua guida nell’aiutarci a comprendere i risultati della ricerca e per averci guidato lungo il percorso che ci ha portato alla scoperta della nostra Melissa, che ha vissuto a Fort Worth per la maggior parte della sua vita» ha scritto la famiglia su Facebook.

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In un momento dove preoccupazione economica e timore per la guerra si intrecciano quotidianamente, una storia a lieto fine è proprio ciò che ci vuole per tornare a sorridere.