Biossido di titano: massima attenzione è ovunque

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Fonti ed evidenze: Repubblica

Quando parliamo del biossido di titanio, facciamo riferimento ad una sostanza utilizzata in moltissimi prodotti, sia alimentari che estetici.

Pochi giorni fa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha espresso ufficialmente un’opinione negativa riguardo la possibile assunzione di biossido di titanio. Tale sostanza infatti, sembra che possa avere il potere di danneggiare la sequenza dei nucleotidi del Dna, rivelandosi sostanzialmente genotossico. A fronte di questo, la Commissione Europea ha invitato tutte le aziende a limitare ed eliminarne progressivamente l’utilizzo di questa sostanza per la composizione dei propri prodotti.

Biossido di titanio (Green Me)
Biossido di titanio (Green Me)

Non si conoscono ancora le quantità di biossido di titanio da considerarsi effettivamente pericolose, tuttavia – esiste la possibilità e il rischio di accumularlo all’interno dell’organismo, a seguito del consumo quotidiano di alimenti e prodotti che ne contengono anche solo una minima parte. Approfondiamo insieme l’argomento nel prossimo paragrafo.

Biossido di titanio: l’Efsa sconsiglia assolutamente l’assunzione

La Francia è stata la prima a bandire l’utilizzo del biossido di titanio all’interno dei propri prodotti, successivamente la Commissione Europea ha deciso di seguire la medesima linea, vietandolo in relazione alla composizione degli alimenti. E’ possibile riconoscerlo tra gli ingredienti attraverso la sigla E71, mentre per quanto riguarda i prodotti estetici facciamo riferimento a CI 77891 oppure titanium dioxide. Benché il divieto si riferisca per lo più ad alimenti che ingeriamo nel nostro corpo, il rischio non diminuisce in relazione a creme, dentifrici, burro cacao, farmaci ed integratori.

Biossido di titanio (Rinnovabili)
Biossido di titanio (Rinnovabili)

Secondo il biologo Luigi Tozzi infatti, il biossido di titanio “è una nanoparticella cento volte più piccola dei globuli rossi”, che – di conseguenza – “può penetrare molto facilmente nelle cellule dell’organismo, perfino a contatto con la pelle”. Non essendoci studi che possano confermare le quantità per cui tale sostanza possa diventare effettivamente pericolosa, la Commissione Europea ha deciso di intervenire a livello preventivo, per evitare conseguenze gravi a lungo termine.

I principali soggetti a rischio sono sicuramente i bambini, avvezzi al consumo quotidiano di caramelle e gomme da masticare. Come confermato da Floriana Cimmarusti – segretaria generale di Safe e membro del board Efsa – “Secondo alcuni studi scientifici, i bimbi che ne assumono in eccesso attraverso la dieta sono iperattivi, più nervosi e hanno maggiore difficoltà a concentrarsi”. Una peculiarità che un tempo veniva associata al consumo di zucchero, ma che in realtà avrebbe come unico responsabile proprio il biossido di titanio. Pertanto, benché l’E71 non sia ancora stato bandito, occorre sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le possibili conseguenze negative per la salute del cittadino.