Il giudice non vuole usare il bagno: c’erano decine di bottiglie piene d’urina negli armadi del Tribunale

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Fonti ed evidenze: Stampa, Agi

Il giudice aveva la fobia del Covid.. La scoperta choc nelle stanze del Palazzo di giustizia del capoluogo etneo durante un trasloco.

A Catania, presso il palazzo di giustizia di piazza Verga, in concomitanza con l’arrivo in città dei nuovi funzionari dell’Ufficio per il processo, la ricerca spasmodica di uffici, stanze e scrivanie  in cui allocare i nuovi ‘addetti’ ha creato una sorta di trasloco continuo che alla fine ha messo a nudo una verità  inaspettata e incredibile.

Palazzo di giustizia Catania ANSA/MAURIZIO D’ARRO’

Le voci si sono rincorse per settimane, all’interno del palazzo di giustizia, quando durante i continui traslochi, dentro un armadio sono state rinvenute decine di bottiglie da mezzo litro piene di un liquido di colore giallastro dal contenuto incerto. Il trasloco perciò si ferma, iniziano le indagini che alla fine si concludono con una imbarazzante scoperta: quelle bottigliette erano piene di urina, di un giudice che nell’era della pandemia da Covid, temendo per il rischio di ‘promiscuità’ dei bagni del tribunale, si è visto costretto a prendere una decisione estrema utilizzando le bottiglie come una sorta di improprio water privato ed esclusivo. Le pratiche proseguono: il giudice civile ammette il suo “reato” e a sua volta apre un altro armadio, chiuso a chiave, con altre bottiglie. La notizia, non è confermata, ma neppure smentita dal presidente del tribunale di Catania, Francesco Mannino. Ora il giudice è sotto indagine, si sta valutando forse un provvedimento disciplinare, anche se è difficile ipotizzare il reato. 

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