“Il bimbo era a terra. Lei continuava a fissare la finestra” dicono i vicini della babysitter

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Open

Sarebbe rimasta immobile a guardare dalla finestra Monica Santi, la baby sitter arrestata per il tentato omicidio del bambino che accudiva

La 32enne di Carpi – Modena – Monica Santi è stata messa in manette con l’accusa di tentato omicidio del bambino di 13 mesi che accudiva. I vicini hanno riferito le parole pronunciate dalla donna che, dopo lo schianto del bimbo al suolo, sarebbe rimasta a guardare dall’alto della finestra ancora aperta.

ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Al momento della tragedia era presente in casa anche la donna delle pulizie che, però, si trovava in un altro piano della villetta. Stando al racconto dei testimoni, Monica Santi, dopo avere fatto cadere il piccolo era immobile, davanti ai vetri spalancati, e fissava il piccolo steso in terra. Le sue uniche parole sono state: “Adesso finalmente è libero“. Il bambino al momento è ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna, in condizioni gravi, ma stabili. Quando è stata arrestata, la trentaduenne era in stato confusionale e ha detto di non ricordare cosa fosse successo. Ha chiesto più volte come sta il bambino ma non ha ancora fornito una sua versione dei fatti. Il legale della difesa, l’avvocato Francesca Neri ha spiegato che la sua assistita è emotivamente provata e appare assente, in stato confusionale: “E’ sempre molto assente e non ha saputo ricostruire nulla della dinamica della caduta». Ieri non era in grado nemmeno di rispondere a semplici domande sulla sua vita o sui suoi studi. Probabilmente verrà disposta una perizia psichiatrica, per accertare lo stato di salute della trentaduenne” – le parole di Neri.

Da quanto dichiarato da alcuni vicini, sembra che la Santi fosse molto stressata nell’ultimo periodo, sembra che stesse attraversando un momento psicologicamente difficile. Nel frattempo, la cittadina di Soliera, ci ha tenuto a far sentire la propria vicinanza alla famiglia del bambino. Il sindaco Roberto Solomita racconta di avere ricevuto centinaia di chiamate e di messaggi da parte di cittadini e cittadine preoccupati i quali volevano avere notizie sullo stato di salute del piccolo. “È evidente che non sono rivolti al sindaco in quanto amministratore, ma come rappresentante di una intera comunità che soffre insieme alla famiglia del bimbo. A loro innanzitutto, ai loro amici e a tutti noi voglio girare la partecipazione alla sofferenza, il calore e la speranza che mi stanno giungendo. Forza, ti vogliamo riabbracciare presto!” – le parole del primo cittadino

 

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