Edilizia ed artigianato, non si trova personale: “Dicono che per 1200 euro preferiscono la disoccupazione”

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Fonti ed evidenze: La7, Giorno

Il problema della mancanza di personale non riguarda solo ristoranti e alberghi. Anche altri comparti lamentano le stesse difficoltà.

Ristoranti senza cuochi e camerieri, alberghi senza portieri di notte e artigiani senza manodopera da formare e inserire. Questa l’Italia post pandemia.

Ansa/Daniel Dal Zennaro/Archivio

Dopo i ristoratori e gli albergatori, arrivano gli artigiani a lamentare la crescente difficoltà nel trovare personale. Eppure – a differenza dello chef romano Alessandro Borghese – qui non si parla di periodi di formazione non retribuiti. Alcuni imprenditori milanesi intervistati da La7 hanno menzionato cifre più che dignitose: dai 1200 fino ai 3000 euro al mese. Il paradosso è che, d’altro canto, l’Italia è anche il Paese dei disoccupati. Come possibile allora che si sia creata questa impasse da cui non si riesce ad uscire? Secondo molti il principale freno sono i sussidi statali come la Disoccupazione e il Reddito di Cittadinanza. Infatti alcuni imprenditori hanno spiegato che, ai colloqui, prima ancora di iniziare il periodo di prova, tanto i giovani quanto i meno giovani precisano che o la paga supera i 1200 euro netti al mese oppure preferiscono restare a casa al caldo percependo la Disoccupazione. A dirlo è stata, tra gli altri, Rossella Nigro, carpentiere: “Al colloquio mi hanno detto: “Signora se lei mi dà più di 1200 auro posso valutare, altrimenti me ne sto a casa sul divano al caldo che prendo la disoccupazione”. Nigro aggiunge, inoltre, che un grosso sbaglio commesso negli ultimi anni è stato non formare artigiani, saldatori, carpentieri, autotrasportatori nell’illusione che tutti potessero laurearsi e diventare dottori.

Ma Nigro non è l’unica a lamentarsi.”Non c’è disponibilità a venire in cantiere la mattina presto. La prima cosa chiedono sono i giorni, gli orari, le ferie” – ha dichiarato Lanfranco Battocchio, saldatore storico nel capoluogo lombardo. A lui si aggiunge la voce di Claudio Riva, Amministratore Delegato di un’azienda di Logistica: “Abbiamo perso la tradizione al sacrificio”. A conferma di ciò si è andati ad ascoltare alcuni disoccupati all’interno di un’Agenzia per l’impiego. In effetti, tra quelli intervistati, nessuno si è dichiarato disponibile a lasciare andare l’assegno di disoccupazione piuttosto che il Reddito di Cittadinanza per un impiego – seppure a tempo indeterminato – da 1000 euro al mese.

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