“La pandemia non è finita per colpa di chi non si vaccina, l’Italia deve insistere di più con le vaccinazioni”

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Nonostante lo Stato di Emergenza sia terminato, il Covid continua a fare vittime. Per questo l’Europa richiama all’ordine l’Italia: bisogna insistere con le vaccinazioni.

Lo Stato di Emergenza, dopo oltre due anni, è terminato. Secondo il Governo Draghi non vi erano più le condizioni per rinnovarlo. Eppure la pandemia non è ancora finita e, anzi, il Covid potrebbe riservarci un nuovo colpo di coda ora che diverse misure restrittive sono venute meno.

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

A richiamare l’Italia all’ordine è la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides la quale ha recentemente affermato che il virus non si è ancora endemizzato e che bisogna fare di più con la campagna vaccinale. “Il Covid-19 non è ancora in una fase endemica anche se molti Stati europei, Italia inclusa, hanno allentato alcune delle misure anti Covid. Dobbiamo continuare i nostri sforzi di vaccinazione per aumentare l’immunità collettiva ed essere chiari sul fatto che la pandemia non è finita” – le parole di Kyriakides. La commissaria UE ha precisato che in alcuni Paesi si sta assistendo ad un picco di contagi mai visto prima e che dunque, è tempo non già di rallentare ma di premere l’acceleratore sulle vaccinazioni.

La donna già mesi fa incalzava contro chi rifiutava il vaccino anti Covid imputando a loro la responsabilità della terza ondata pandemica e dell’aumento di ricoveri e decessi. Dato poi ampiamente smentito dai report dell’Istituto Superiore della Sanità e, più di recente, anche dal microbiologo Andrea Crisanti: la maggior parte dei morti di Covid erano persone anziane e vaccinate. Ma Kyriakides insiste: l’Europa deve incoraggiare quante più persone possibili – non solo gli anziani ma pure i giovani – a farsi somministrare il vaccino per proteggere se stessi e gli altri. Tuttavia nessuno studio pubblicato ad oggi ha mai dimostrato che chi non è vaccinato contagi in misura minore di chi lo è. Il vaccino anti Covid tutela dall’evoluzione grave del virus ma non impedisce né di contrarre né di trasmettere l’infezione. Per quanto riguarda la quarta dose – su cui alcuni medici già spingono – la commissaria UE spiega che, al momento, è da tenersi in considerazione solo per gli over 80 ed, eventualmente, per la fascia anagrafica compresa tra i 60 e gli 80 anni. Nessun ulteriore booster per i più giovani. Non per il momento almeno.