Salvini è un cinico che fa selfies con i cani, dice Mattia Santori deriso per il discorso sulle oche

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Fonti ed evidenze: Giornale, Resto del Carlino

Il consigliere comunale Dem di Bologna Mattia Santori replica dopo essere stato pesantemente deriso sui social a causa di un suo curioso intervento sulle oche.

Mattia Santori non si pente. Aver fermato un consiglio comunale per parlare di due oche uccise da due cani è stato, a suo dire, un gesto nobile e indice di grande sensibilità animalista.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il consigliere comunale in quota PD non fa marcia indietro. Santori da giorni viene deriso sui social – e forse non solo lì  – per aver tenuto banco per diverse decine di minuti nel corso di una riunione del consiglio comunale di Bologna parlando di oche e cani. Nello specifico il leader delle Sardine, a nome di tutto il Partito Democratico, porgeva le sue condoglianze al consigliere Celli che aveva perso le sue oche barbaramente uccise da due cani fuggiti al loro padrone. Il 34enne non indietreggia e non si scusa per aver bloccato un’assemblea consiliare riunitasi per discutere di tutt’altro. Anzi, il giovane attacca chi lo deride tacciando tutti di cinismo e insensibilità.

In un lungo post sul suo profilo Facebook, Santori ha scritto: “Durante l’intervento mi si è spezzata la voce perché conosco bene Davide e so quanto sia doloroso per un animalista come lui perdere i propri animali a causa di altri animali. Ora vengo perculato da politici, opinionisti e influencer ma lo rifarei, assolutamente sì. In passato diverse volte mi sono censurato per paura di essere criticato da quei tromboni che hanno fatto del cinismo, dell’aggressività e della disinformazione la chiave del proprio successo personale”. Infine il ragazzo non poteva non concludere il suo elaborato con un attacco al nemico numero uno di  sempre: il leader della Lega Matteo Salvini. La colpa del capo del Carroccio, questa volta, sarebbe quella di farsi i selfie con i cagnolini. Magari proprio gli stessi – aggiungiamo noi – che hanno ucciso le oche.