“Paga se vuoi rivedere tuo figlio”,truffata la madre di Alessandro Venturelli, svanito nel nulla da mesi

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Fonti ed evidenze: Today, Resto del Carlino

Alessandro Venturelli è svanito nel nulla mesi fa. La madre, in preda alla disperazione, è caduta vittima di una truffa.

Era il 5 dicembre del 2020 quando Alessandro Venturelli, un ragazzo di 21 anni, scomparve nel nulla da Sassuolo, in provincia di Modena. Da allora la famiglia non ha avuto più notizie del giovane: si teme sia finito vittima di una setta. Negli ultimi tempi, aveva raccontato la madre agli inquirenti, leggeva libri insoliti a cui non si era mai interessato prima.

 

A distanza di più di un anno qualcuno ha contattato la madre di Venturelli, Roberta Carassai, dicendole che era possibile riavere il figlio se fosse stata disposta a pagare. La donna ha raccontato: “Se avessi confermato che la persona della videochiamata era davvero Alessandro mi hanno detto che i rapitori, narcotrafficanti messicani, avrebbero chiesto altri tremila euro per liberarlo”. A truffarla un’amica, una persona che nell’ultimo anno le era stata molto vicina. L’amica le aveva riferito di essere stata stata chiamata da uno sconosciuto che le aveva confidato che Alessandro fosse in mano ai narcos. La madre di Alessandro, per rivedere suo figlio, avrebbe dovuto prima fare un bonifico da 500 euro per effettuare una videochiamata con i rapitori del figlio e poi un secondo versamento sempre da 500 euro tramite Western Union. La donna, per quanto in preda alla disperazione, a quel punto ha capito iniziato a sospettare il raggiro e si ferma: effettivamente non ci sarà alcuna videochiamata. Sulla vicenda ora sta indagando  la squadra mobile della Polizia.

Mamma Roberta, intanto, è stata invitata a Vignola a prendere parte ad un corso di formazione organizzato dal Sulpl per la Polizia locale sulle persone scomparse, su come trattare i familiari per sostenerli e, al tempo stesso, migliorare le indagini. La madre di Alessandro Venturelli ci ha tenuto a sottolineare che è determinante che gli agenti ascoltino con attenzione tutti i dettagli che i familiari forniscono al momento della scomparsa senza sottovalutare nulla: “Purtroppo nel mio caso tanti particolari sono stati sottovalutati, se fossero state per esempio visionate le telecamere di quel giorno, in quell’ora precisa che io ho fornito, non starei ancora vivendo questo incubo” – ha concluso la donna

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