Dichiarazioni molto forti e decisamente sorprendenti quelle del professor Andrea Crisanti che sta cambiando idea anche sul vaccino anti Covid.
Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 74.024 unità. Da ieri 85 morti. I ricoveri scendono di 84 unità mentre in terapia intensiva -3 assistiti da ieri.
“In tutte le malattie è così. Pochi vaccini sono meglio della malattia, mi viene in mente solo la febbre gialla“. A pronunciare queste parole non è un no vax. Non fu nemmeno il premio Nobel Luc Montagnier ampiamente biasimato dalla scienza ufficiale. No: a ritenere che ormai contrarre il Covid sia più vantaggioso che vaccinarsi è il professor Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia presso l’Università di Padova. Dopo essere passato dal tracciamento a tappeto al sostenere la necessità di eliminare quanto prima Green Pass e mascherina, ora il microbiologo patavino cambia rotta anche sui vaccini anti Covid. O meglio: Crisanti spiega che continuare a iniettare nuove dosi all’infinito non produce alcuna effettiva utilità per chi ne avrebbe più bisogno, cioè i soggetti fragili. Il professore, infatti, puntualizza che se un soggetto è fragile e non sviluppa anticorpi – o non ne sviluppa a sufficienza – resta a rischio anche dopo la quarta dose.
Dopo aver dichiarato apertamente che il Green Pass non ha mai avuto alcuna valenza scientifica ma serviva solo a costringere i cittadini a vaccinarsi, ora lo scienziato si lascia andare ad altre affermazioni forti: “Bisogna cambiare paradigma, i booster hanno effetti limitati. Sono usciti adesso degli studi su circa 800mila casi che dimostrano come anche la terza dose dopo 3 mesi ha un effetto limitato. I decessi che abbiamo tutt’ora sono persone che anche hanno fatto il vaccino ma erano già fragili. Se uno è fragile o immunodepresso puoi fare quante dosi vuoi ma sempre suscettibile resta” – ha precisato l’esperto. In pratica il vaccino, paradossalmente, serve meno proprio a coloro ai quali, invece, dovrebbe servire di più perché se un soggetto fragile s’infetta, vaccino o no, può morire ugualmente. Crisanti ha aggiunto inoltre che rispetto alla prima e alla seconda ondata, le cose sono cambiate completamente. Chi s’infetta con Omicron – a meno che non sia un soggetto fragile – nemmeno se ne accorge. E – a detta del medico – chi ora contrae il Covid, una volta guarito, svilupperà un’immunità migliore di quella data dal vaccino.
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