La gente ha dubbi sul vaccino perchè gli esperti sono andati in tv a fare confusione, dice il virologo Giorgio Palù

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Libero

Una critica ai medici che viene dal numero uno dei virologi, il professor Giorgio Palù. A suo dire in tv troppe voci inesperte si sono espresse a sproposito.

 

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 46.631 unità. Da ieri 233 morti e 73.607 guariti. I casi attualmente positivi scendono di 26.704 unità. I ricoverati sono -395 mentre in terapia intensiva -6 assisiti da ieri.

Palù: troppi medici in tv

Studiosi di scienze cognitive attribuiscono il rifiuto vaccinale a una dissonanza cognitiva, un’incapacità ancestrale di valutare dove stia il vero rischio. Molte distorsioni della verità hanno origine da una cattiva informazione. Non hanno fatto bene le verità apodittiche dette solo per tranquillizzare o per orientare la popolazione. Se si fosse ben spiegato, specie sui vaccini, che la scienza mette sempre in discussione i propri risultati e non arriva mai a principi assoluti, la gente non si sarebbe messa a cercare risposte su internet” – queste le parole del professor Giorgiò Palù, virologo di fama internazionale. Il professore non risparmia le critiche ai numerosi colleghi che alla scienza hanno preferito le apparizioni sul piccolo schermo a cadenza quotidiana a quasi. A detta di Palù in televisione sarebbero dovuti comparire solo i virologi e non esperti in ogni ramo che, a causa della poca conoscenza della materia, hanno finito solo per generare confusione. Palù, in questi due anni di pandemia, è apparso pochissimo in tv pur essendo presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – Aifa – e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova.

In effetti, è innegabile, che l’Italia si è distinta anche per il numero di voci che abbiamo ascoltato in questo biennio. Voci non di rado contrastanti tra di loro. Negli Stati Uniti parla solo Anthony Fauci – il consulente della Casa Bianca – in Germania Christian Drosten – il primo che isolò il virus della Sars in Europa – in Gran Bretagna il professor Patrick Wallace, portavoce del Governo per l’epidemia. Mentre da noi chiunque ha un camice è andato almeno una volta in una trasmissione a dire la sua. E questo, secondo Palù, non ha giovato alla causa dei vaccini anti Covid perché le persone, andando in confusione, hanno iniziato a cercare da sole informazioni su internet inciampando, spesso, in persone con nessuna competenza. Eppure da questi due anni di pandemia non possiamo uscirne come prima. Qualcosa deve pur averci insegnato. Intervisto dal quotidiano Libero, il professor Palù interviene anche sulla spinosa questione delle riaperture e dell’abolizione delle misure restrittive. Secondo l’esperto questo è il momento giusto per riaprire: “Le terapie intensive sono occupate all’8,4% e i reparti generici al 18,5: dal punto di vista medico siamo sotto la soglia di rischio. L’età media dei contagiati è di 37 anni, ma quella dei ricoverati per virus è di 74 – 71 per le terapie intensive-, mentre quella dei decessi è di 83: di fatto muoiono quasi solo i soggetti più gracili e con più patologie concomitanti. Quindi dal punto di vista sanitario si potrebbe gradualmente riaprire“. Posizione, tra l’altro, sostenuta anche dal microbiologo Andrea Crisanti secondo cui, anzi procrastinare ulteriormente sarebbe controproducente per la salute della popolazione.

Secondo il professor Palù è molto probabile che a ottobre l’emergenza pandemica si esaurisca, visto che tutte le pandemie storicamente hanno una durata limitata nel tempo. Quello che sembra lo scenario più verosimile è che la pandemia diventi un’infezione endemica, come un’influenza stagionale, pericolosa solo per anziani e soggetti già malati. Per questa ragione l’esperto ritiene sarebbe inutile ipotizzare una quarta dose per l’intera popolazione in quanto, come Israele ha ampiamente dimostrato, non aumenterebbe ulteriormente la risposta immunitaria contro il Covid: “Dal punto di vista immunologico ha poco senso nella popolazione generale, perché la quarta dose aumenta solo di poco la risposta anticorpale: le dosi troppo ravvicinate, d’altro canto, non attivano la memoria cellulare che combatte il virus.  La quarta dose, in ogni caso, dovrebbe essere aggiornata alle varianti in circolazione” – ha concluso l’esperto.

 

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