Camilla “Quattro ragazzi si sono avvicinati senza neanche vedere se era viva o morta”

Fonti ed evidenze: Fanpage, Today

Mario Aiezza, fidanzato di Camilla Di Pumpo, la 25enne deceduta la scorsa settimana, ricorda l’ultima serata trascorsa insieme.

Camilla Di Pumpo Facebook

Pochi giorni fa, a Foggia, un terribile incidente si è portato via la 25enne Camilla Di Pumpo, promessa della Giurisprudenza. La ragazza, quella sera, verso mezzanotte, era salita in auto per tornare a casa dopo aver trascorso la serata con il fidanzato, l’avvocato Mario Aiezza. Ma lo scontro frontale con un altro veicolo non le ha dato scampo. Mario, nel corso di una fiaccolata che ha visto riunirsi almeno 500 persone in piazza per ricordare la giovane avvocatessa, ha parlato della loro ultima serata assieme: “Siamo scesi, si è messa in macchina, ci siamo salutati come ogni sera: ‘ciao amore’, ‘ciao amore’. Dopo 40 secondi si sente un botto, corro, ecco in trenta secondi le hanno distrutto la vita” – le parole del ragazzo.

Nonostante il dolore per la incommensurabile perdita, il suo fidanzato ha voluto ricordarla con parole che stringono il cuore. Gli ultimi istanti di vita passati a guardare insieme il film ‘Re Leone‘, poi come ogni sera Mario e Camilla si erano salutati. Ma dopo neanche un minuto, Mario sentì quel terribile rumore provenire dalla strada. Camilla, un’ora dopo, si è spenta al policlinico Riuniti di Foggia dove era stata trasportata d’urgenza da un’ambulanza del 118. Oltre al dolore, lo sdegno per quanto avvenuto dopo l’incidente. Perché nell’epoca dei social prima ancora che a soccorrere una vittima si pensa a fare un video con il telefonino per scalare le vette di Instagram o Facebook. Mario ha raccontato: “Quattro ragazzi che nemmeno aprono lo sportello per vedere se era viva o era morta, si avvicinano e se ne vanno. Uno che passa e con una ragazza esanime ruba il telefono e qualcuno dai balconi che fa il video mentre arrivano i soccorsi, qualcuno lo pubblica, lo condivide sui social, non c’è un briciolo di umanità, qui qualcuno pensa che si possa sfrecciare in città senza uccidere una persona“. Il ladro del telefonino di Camilla è stato già rintracciato: un 53enne di Foggia già noto alle Forze dell’Ordine supportato da un complice, un amico di 46 anni che, il giorno seguente al furto, ha chiamato i Carabinieri fingendo di aver trovato il cellulare per caso in un cortile vicino al luogo dell’incidente.

In tutta questa mancanza di umanità, il fidanzato della 25enne ha voluto sottolineare, di contro, quanto Camilla fosse umana: amava la vita, l’amore, amare, aveva progetti. “Io degli occhi di Camilla mi sono innamorato il primo giorno che li ho incrociati in Tribunale, poi quando ho scoperto anche il sorriso, ero certo che avrei voluto che quella potesse essere la donna della mia vita. Era sempre felice e sorridente, regalava gioia a tutti. Amava la vita, era una persona eccezionale, mi ha riempito totalmente la vita” – ha concluso Mario.