Muore in casa, da solo. I vicini sigillano la porta per non sentire cattivo odore e continuano la vita di sempre

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Repubblica

Un uomo trovato in stato di decomposizione nel suo appartamento a Genova. Nessuno sa cosa sia accaduto all’anziano.

Getty Images/Marco Di Lauro/Archivio

Pensavano si trattasse di cibo andato a male da qualche tempo e così hanno sigillato la porta con lo scotch per non fare entrare il tanfo. Ma non si trattava di cibo avariato: era il cadavere del vicino in stato di decomposizione. È accaduto a Genova, nel quartiere di Sant’Eusebio, zona popolosa e popolare sulle colline del capoluogo ligure, affacciata sul torrente Bisagno. La vittima era un uomo di 67 anni, G.V.. L’anziano viveva solo e nessuno aveva notato la sua assenza. Nessuno degli inquilini dello stabile di via Mermi si era insospettito in quanto già in altre occasioni, da quella casa, si erano propagati odori sgradevoli forse legati al cibo. Quando i Vigili del Fuoco sono arrivati hanno trovato la porta sigillata con lo scotch. Una volta riusciti a entrare hanno trovato l’anziano a terra sopra un piumone. Il medico legale ha appurato che non c’erano segni di violenza sul corpo e che l’uomo era morto da almeno una settimana. A lanciare l’allarme i servizi sociali che lo seguivano ma non riuscivano a contattarlo da giorni.

La vittima era un senza fissa dimora, ospitato in uno degli alloggi popolari dell’Arte e a carico dei servizi sociali. Ogni settimana una delle associazioni di volontariato del territorio gli faceva avere la spesa a casa. Durante la visita della settimana prima non aveva aperto la porta ma i volontari non si erano preoccupati, pensando che il 67enne fosse uscito a fare due passi. Ma alla seconda chiamata senza risposta, i volontari hanno avvisato i servizi sociali che, a loro volta, hanno dato l’allarme. Sulla vicenda è intervenuto Roberto D’Avolio presidente del Municipio IV Media Val Bisagno: “E’ un episodio che ci ha molto colpito. Anche perché, a sentire i primi resoconti, è accaduto in un quartiere, Sant’Eusebio, dove esiste un forte spirito di comunità, di solidarietà reciproca. E’ chiaro che situazioni come queste ci dicono quanto sia necessario investire ancora di più sull’assistenza agli anziani e alle persone fragili in genere”. Questa tragedia ricorda molto da vicino quella di Lello Baschetti, morto da solo nella sua abitazione di Venezia nell’indifferenza di tutti, persino della sorella che pure viveva a poca distanza. Tuttavia, mentre il cadavere del 67enne genovese, è stato rinvenuto dopo una settimana, nel caso di Baschetti ci impiegarono ben 7 anni: il suo corpo fu trovato quando era già mummificato