Milano, nell’ospedale del prof Pregliasco chi non ha la terza dose non viene operato. Ma lui smentisce

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Fonti ed evidenze: Mediaset, TgCom24

Un’inchiesta Mediaset ha portato a galla una realtà terribile su quanto accade nell’ospedale Galeazzi di Milano, diretto dal professor Fabrizio Pregliasco. Ma quest’ultimo ha spiegato che non è come sembra.

In nessuna ordinanza del Governo è mai stato detto che solo le persone vaccinate hanno diritto ad essere curate. Anche l’ultimo decreto, che entrerà in vigore dall’1 febbraio e impone ulteriori restrizioni a chi non è vaccinato, ribadisce che l’accesso agli ospedali o agli ambulatori sanitari o ai Pronto Soccorso resta garantito a tutti: senza nemmeno il Green Pass base, quello ottenuto dopo un tampone. Purtroppo in alcune strutture non viene rispettato quanto stabilito dall’Esecutivo. O meglio: viene interpretato in misura ancora più restrittiva. Così pochi giorni fa un pronto soccorso di Sassari non ha fatto entrare una donna incinta di cinque settimane la quale, poco dopo, ha perso il suo bambino. Le irregolarità non mancano neppure in Lombardia dove la sanità viene, spesso, definita un’eccellenza.  Un’inchiesta condotta dalla trasmissione Mediaset “Fuori dal Coro” ha portato a galla una realtà scioccante su quanto avviene all’ospedale Galeazzi, quello diretto dal professor Fabrizio Pregliasco. Diversi pazienti hanno lamentato di non essere stati  operati in quanto non vaccinati.

Raffaella, in lista da due anni per un intervento chirurgico al piede: la donna da anni soffre di dolori lancinanti che le impediscono anche di dormire. Kevin, in lista per un intervento al polso dalla scorsa estate: senza essere operato non può lavorare. Ma in accettazione hanno spiegato che senza Super Green Pass le porte della sala operatoria restano chiuse: “Noi abbiamo ricevuto comunicazione, un documento ufficiale dal professor Pregliasco – direttore sanitario. I pazienti devono aver ricevuto la terza dose, oppure la seconda dose da meno di 5 mesi o essere guariti dal Covid da meno di 6 mesi“. La comunicazione è stata inviata a tutti i lavoratori del nosocomio milanese tramite una mail interna e, pertanto, non visionabile dai pazienti stessi costretti a subire la decisione arbitraria di un medico. Decisione che non si basa su alcuna ordinanza del Governo: il Governo specifica che nelle strutture sanitarie tutti possono accedere, senza Super Green Pass né Green Pass. “Preferiamo dare la precedenza ai pazienti vaccinati” – ha specificato una signora addetta alle informazioni al Galeazzi. Ma la sanità viene finanziata anche dalle tasse di chi vaccinato non è. Il vaccino non è un obbligo mentre essere curati e operati in caso di bisogno è un dritto di tutti.

La smentita di Pregliasco

Il professor Fabrizio Pregliasco è prontamente intervenuto per spiegare come stanno veramente le cose. Il direttore sanitario del Galeazzi ha puntualizzato che chi non è vaccinato con tre dosi – o con due da meno di cinque mesi o guarito da meno di sei mesi – viene certamente operato ma l’intervento viene semplicemente posticipato in modo da non mettere a rischio la salute stessa di tali pazienti che, a suo dire, sono più esposti al rischio di contagio. Tuttavia in caso di interventi urgenti anche chi non è vaccinato viene subito operato. Intervenendo nella trasmissione Mattino Cinque, il virologo ha dichiarato: “Siamo in affanno avendo spazi limitati e cento posti letto in meno per garantire tutta l’attività Covid.  Pertanto, stiamo curando tutti i soggetti con esigenze urgenti o non procrastinabili, senza fare distinzioni tra vaccinati e non vaccinati. Evitiamo, in questo momento, interventi assolutamente banali come l’alluce valgo. Non si tratta di un rifiuto ma di uno spostamento, una ripianificazione di questi interventi andando a garantire il più possibile la sicurezza dell’ospedale. L’eventuale scopertura vaccinale del paziente lo espone a un maggior rischio”. Il medico è già stato ascoltato anche in Procura a Milano dove ha chiarito tutto con estrema tranquillità.