Accusato dell’omicidio di Niccolò Ciatti, viene scarcerato: il dolore del padre

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Fonti ed evidenze: La Nazione, Ansa

La Corte d’Assise di Roma ha disposto la scarcerazione di Rassoul Bissoultanov, ceceno, uno dei due accusati dell’omicidio di Niccolò Ciatti.

Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti/Facebook

11 agosto 2017. Niccolò Ciatti era in vacanza a Lloret de Mar, Spagna, con degli amici. Non si sarebbe mai potuto aspettare che quella, per lui, sarebbe stata l’ultima serata della sua vita. In una discoteca di Lloret de Mar, Niccolò ha un battibecco con due ceceni che si trovavano sul luogo. Uno di questi è Rassoul Bissoultanov. Il ceceno praticava lotta greco romana e mma. L’altro ceceno è Mosvar Magomadov. Niccolò muore, pestato a sangue, sul pavimento della discoteca.

Bissoultanov è stato scarcerato oggi dalla Corte d’Assise di Roma. La notizia è divenuta di dominio pubblico tramite il padre di Niccolò, Luigi Ciatti. È stata inoltre confermata dal legale della famiglia Ciatti, l’avvocato Agnese Usai. I motivi alla base di questa decisione non sono ancora stati resi noti al pubblico. Stando a quanto appreso, il ceceno Bissoultanov sarebbe stato già liberato dal carcere di Rebibbia.

Ci restano l’amarezza, le lacrime, la tristezza e la rabbia. Queste le parole disperate del padre di Niccolò, che aggiunge: “Non riusciamo a dare giustizia a nostro figlio Niccolò“. Questo il commento di Luigi Ciatti rispetto alla vicenda della scarcerazione di Rassoul Bissoultanov. Provo moltissima rabbia, afferma il padre, “e non riesco a pensare a mia moglie. Non saremo mai usciti da questa vicenda, ma ora è decisamente peggio. Siamo completamente distrutti, in tutto e per tutto. Non capisco perché ci meritiamo tutto questo“.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha espresso la sua vicinanza alla famiglia in questo momento estremamente delicato. “Ho appreso dalla famiglia di Niccolò Ciatti che uno dei presunti assalitori di Niccolò sarebbe stato scarcerato da Rebibbia per volere del giudice della Corte d’Assise“. Queste le parole di Nardella, che afferma: “Non sono state date, per ora, le motivazioni del gesto ai familiari. Questa notizia, tuttavia, lascia disorientati e sconcertati. Sono vicino alla famiglia, con la quale condivido la dura battaglia per una giustizia che sia veloce e giusta. Contro gli assassini di Niccolò. Auspico perlomeno una spiegazione dettagliata dell’accaduto“.

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