Pistola alla tempia di Renè Caovilla, industriale delle calzature “Per vivere ho dovuto trattare, come con i clienti”

Rapina in villa ai danni dell’imprenditore del lusso Renè Caovilla. L’uomo ha avuto un atteggiamento del tutto imprevedibile.

le rapine ai danni dei privati cittadini non conoscono tregua. Specialmente i titolari di attività inerenti al lusso, sono sempre nell’occhio del mirino di male intenzionati. Talvolta finisce in tragedia e non si riesce ad evitare il peggio come accaduto qualche settimana fa ad Asti dove un gioielliere ha sparato ai due rapinatori che, armati, stavano minacciando la moglie e la figlia. Ben diversa la reazione di Fernando René Caovilla, nome ben noto da chi ama le calzature di lusso. L’imprenditore ha saputo mantenere la mente fredda e lucida nonostante le circostanze. Lo scorso 2 dicembre un grupo di banditi sono entrati nella sua villa alle porte di Venezia. I malviventi non hanno esitato a minacciare la famiglia del re delle scarpe che, però, è riuscito ad evitare la tragedia grazie alla sua strategia: “Abbiamo avuto paura, è ovvio. La situazione non era facile, con quei due uomini armati che ci tenevano sotto tiro. E così, ho fatto quello che faccio tutti i giorni: ho mantenuto la calma e parlato con loro, fino a trovare un punto d’incontro” – le parole dell’imprenditore 83enne. I banditi, alla fine, sono comunque riusciti a fuggire con un bottino che ammonterebbe a decine di migliaia di euro tra denaro, orologi e gioielli. Ma, quantomeno, nessun ferito né morto.

Caovilla spiega che quella sera in casa erano presenti lui, la moglie Paola e due domestici. Era l’ora di cena e avevano staccato i quattro allarmi attivi all’esterno. E’ l’unico momento della giornata in cui quei dispositivi vengono disattivati pertanto, è molto probabile che i ladri li tenessero d’occhio da un pezzo e sapessero bene quando entrare in azione. Erano due uomini armati e con il volto coperto dal passamontagna. Da quanto raccontato dall’imprenditore, i due parlavano italiano ma con un accento straniero. I modi non sono stati certo gentili: “Ci hanno puntato le armi alla tempia e hanno gettato mia moglie a terra… Sono abituato ad affrontare le situazioni con equilibrio, perché se si perde il controllo poi si scatena il panico. E quindi ho spiegato loro che avremmo portato avanti questa cosa insieme, ma senza farci del male. Ho detto: “Io sono qui, però cercate anche voi di moderare le richieste”. Con questo tono sono riuscito a portare avanti un dialogo. Mi è venuto spontaneo, come se parlassi con un cliente”.

 

Il re del lusso ricorda che i due rapinatori sono rimasti dentro la sua casa per circa tre quarti d’ora. Uno teneva sotto controllo la moglie mentre lui accompagnava l’altro in giro per la villa per fargli prendere ciò che voleva. Ora è tutto nelle mani della Squadra Mobile di Venezia. Nelle ultime settimane, in Veneto, è l’ennesima rapina nelle ville di personaggi di spicco. Prima è toccato al petroliere Giancarlo Miotto, sequestrato con moglie, figlia e due inservienti. Dopo è stata la volta di Nicola Giol, rampollo della famiglia veneziana che per anni ha guidato il gruppo dei supermercati Pam. Infine i ladri sono penetrati anche in una delle residenze dei Von Furstenberg, la dinastia veneziana proprietaria di Banca Ifis. La situazione dei controlli del Green Pass sui mezzi pubblici – norma, sia chiaro, entrata in vigore dopo la rapina nella villa di Caovilla – che vede impegnate le Forze dell’Ordine a fianco dei controllori, rischia di lasciare, purtroppo, molto spesso, le strade scoperte. La situazione rischia, pertanto di peggiorare.

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