Asti, i rapinatori picchiano moglie e figlia, il gioielliere spara. Il giudice lo accusa di duplice delitto

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Today

Accusato di omicidio Mario Roggero, il gioielliere di Asti che sparò e uccise due rapinatori che gli entrarono nel negozio e lo minacciarono di morte.

Getty Immages/Sean Gallup

Era il 28 aprile, intorno alle ore 18.30 quando tre ragazzi entrarono nella gioielleria del 66enne Mario Roggero. I tre, ben presto, fecero capire al gioielliere i loro intenti:  armati di un coltello e di una pistola – poi risultata finta – avrebbero minacciato di morte non solo Mario ma anche la moglie e la figlia. Una delle due donne venne colpita con un pugno e l’altra immobilizzata con fascette da elettricista. I tre rapinatori riuscirono a farsi  consegnare numerosi gioielli da Mario, terrorizzato al pensiero di quello che avrebbero potuto fare alla sua famiglia. Ma, di fronte al tentativo dei tre di appropriarsi anche del denaro in cassa, il titolare reagì sparando. Purtroppo due dei tre ragazzi restarono uccisi a causa dei colpi di pistola esplosi dall’arma del gioielliere. Da quanto emerso dalle indagini della procura di Asti, Mario esplose almeno cinque colpi di pistola contro Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino  che morirono a pochi metri dall’ingresso del negozio: uno in mezzo alla strada, l’altro all’angolo con una via laterale. Il terzo rapinatore rimase ferito e venne portato in ospedale dopo essersi dato alla fuga.

Ora Mario Roggero è accusato di omicidio volontario plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo. Subito dopo i fatti l’uomo era stato accusato di eccesso colposo di legittima difesa, ora invece dovrà rispondere di omicidio.  “Mi spiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro. Ci siamo trovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto… poi sono scappati” – aveva spiegato il gioielliere poco dopo i drammatici eventi. Ma, secondo la Procura, i fatti si sarebbero svolti diversamente: Roggero avrebbe  inseguito all’esterno dell’esercizio i tre rapinatori che, già usciti dalla gioielleria con la refurtiva, stavano fuggendo e da distanza ravvicinata avrebbe sparato “contro gli stessi, disarmati, scaricando l’intero caricatore, con la volontà di cagionarne la morte, eccedendo in tal modo volontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale“.

La gioiellerie di Roggero aveva già subito una rapina nel 2015. In quella circostanza due banditi, uno dei quali travestito da donna, si erano introdotti nel negozio, dove avevano legato il titolare con delle fascette di plastica dopo averlo picchiato con violenza. Legate anche la moglie e la figlia, chiuse in bagno, prima di scappare con un ricco bottino di gioielli e di orologi di circa trecentomila euro. A dare l’allarme erano state le due donne, dopo essere riuscite a liberarsi. Per guarire dalle ferite Mario Roggero impiegò diverse settimane.

 

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