Italia, 45 milioni di vaccinati non sono abbastanza “A Natale niente abbracci e mascherina anche in casa”, dice il professor Galli

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Fonti ed evidenze: Ministero della salute, AdnKronos

Il vaccino non tutela al 100% dal Covid, per questo anche a Natale la parola d’ordine deve essere prudenza.

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 9503 unità. Da ieri 92 morti e 5567 guariti. I casi attualmente positivi salgono a 235.835, +3835 rispetto a ieri. I ricoverati sono 5879, +282 mentre in terapia intensiva 743 assistiti, +7 da ieri.

Totale persone vaccinate con due dosi: 45.779.881, pari all’84,76% della popolazione sopra i 12 anni.

Natale: le raccomandazioni del rofessor Galli

Il Natale, quest’anno resta un’incognita. Un punto interrogativo a cui gli esperti cercano di dare risposte più o meno soddisfacenti. Lo scorso anni tutta Italia si trovava in zona rossa: un Natale in lockdown. Quest’anno la situazione è decisamente meno preoccupante ma, nonostante il vaccino, ci troviamo nel pieno della quarta ondata. Oltre 45 milioni di italiani hanno già ricevuto due dosi di vaccino: in termini ercentuali significa che più dell’84% della popolazione sopra i 12 anni è vaccinata. Ma anche questo natale non sarà del tutto sereno. Decessi e ricoveri in terapia intensiva, per il momento, sono ancora sotto controllo ma i contagi non accennano a scendere, anzi: da settimane continuano ad aumentare. Per questo la raccomandazione di politici e medici resta quella di non abbassare la guardia. Il professor Fabrizio Pregliasco – virologo presso il San Raffaele di Milano – ha raccomandato di festeggiare il pranzo di Natale via Skype. Meno estrema la soluzione di Massimo Galli, infettivologo del Sacco, sempre nel capoluogo lombardo. Galli non bandisce i festeggiamenti “in presenza” ma pone dei limiti: niente contatti fisici e mascherina sempre, anche in casa. “In famiglia a Natale bisognerà stare molto attenti: quando si incontrano ragazzi in età scolare o bambini più piccoli con i nonni più fragili ed esposti al virus, anche se vaccinati, il rischio aumenta. Esiste una quota di vaccinati che per varie ragioni non ha risposto adeguatamente al vaccino e che rischia quando il virus circola di più e rischia soprattutto a causa di chi non si è vaccinato».

Secondo il medico è doveroso usare alcuni accorgimenti: usare le mascherine anche entro le mura domestiche, a tavola distanziarsi e non impiegare le stesse posate e gli stessi bicchieri, arieggiare le stanze, evitare di abbracciarsi, controllare con un tampone chi sembra avere anche un solo e semplice raffreddore. L’esperto ribadisce che i vaccini possono, nella maggior parte dei casi, evitare il peggio – rianimazione e decesso a causa del Covid – ma sta a noi tutelarci e tutelare per minimizare la possibilità di infettarci e contagiare: “Il virus continua a cambiare più di quanto atteso. I vaccini ne attenuano le conseguenze. Sono uno strumento per consentirci di fare una vita quasi normale. Uno strumento forse imperfetto, ma in grado di proteggerci realmente, prevenendo la malattia. Bisogna poi capire che per venirne a capo bisognerà vaccinare tutto il mondo e non solo un territorio”. 

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