Covid, per Mario Monti è il momento di controllare la stampa “Meno democrazia, grazie”

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Fonti ed evidenze: Il Fatto Quotidiano, La7

L’ex presidente del Consiglio, Mario Monti, ha analizzato i difetti della comunicazione ai tempi del Covid, proponendo un modello “di guerra”.

Mario Monti
Adam Berry/GettyImages

Intervistato a In Onda, trasmissione di La7, il senatore a vita nonché ex presidente del consiglio Mario Monti ha espresso il suo punto di vista riguardante la comunicazione ai tempi del Covid. L’ex premier ha inizialmente osservato che, da due anni a questa parte, ovvero con l’inizio della pandemia, la popolazione globale si è resa conto di come il modo in cui sia organizzato il mondo sia desueto. I due punti che andrebbero rivoluzionati, secondo il parere di Monti, sono la comunicazione e la governance del mondo, per quanto riguarda il punto di vista sanitario.

Successivamente, Monti ha osservato come la situazione pandemica attuale sia simile alla guerra. Il problema, a detta dell’ex premier, sta nel fatto che nessun paese abbia usato una modalità di comunicazione affine al tipo di comunicazione che si usa in guerra. “Per futuri disastri globali”, ha aggiunto Monti, “bisogna trovare un sistema che concili la libertà di espressione, ma che dosi l’informazione dall’alto”.

Spronato dalla conduttrice ad esprimere la sua idea di “comunicazione di guerra”, il senatore a vita ha rincarato la dose, spiegando che la comunicazione di guerra, a sua detta, comporti un dosaggio dell’informazione. “Nel caso di guerre tradizionali, questo sistema è odioso, perché vuole far virare la coscienza e la consapevolezza della gente”, ha dichiarato Monti. D’altro canto, l’ex presidente del Consiglio ha aggiunto che, “nel caso di una pandemia, quando la guerra non è contro un altro stato ma è contro un morbo comune a tutto il mondo, bisogna trovare delle modalità meno democratiche, nella somministrazione dell’informazione”.

Quando la conduttrice del programma ha chiesto all’ex premier chi dovrebbe occuparsi di questo cosiddetto “dosaggio” delle informazioni destinate ai cittadini, Monti ha dichiarato che tale dosaggio delle informazioni dovrebbe essere effettuato dal governo, “ispirato, nutrito e istruito dalle autorità sanitarie“.

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