Green Pass, presto anche su tram e metro. E un medico è stato scoperto inserire dati falsi

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Resto del Carlino, Giornale

Sul tavolo del Governo diverse ipotesi per affrontare la quarta ondata di Covid e non si esclude di estendere l’obbligo di Green Pass anche ai mezzi cittadini come bus, tram e metro.

Getty Immages/Annalisa Ranzoni

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 6404 unità. Da ieri 70 morti e 3579 guariti. Ancora in aumento i casi attualmente positivi: 151.515, +2754 rispetto a ieri. I ricoveri salgono a 4507, +162 mentre in terapia intensiva 549 assistiti, +29 da ieri.

Green Pass anche su tram e metro

Ritorna sul tavolo del Governo la proposta di estendere l’obbligo del Green Pass anche ai mezzi di trasporto cittadini come autobus, tram e metropolitane. L’idea era stata accantonata a settembre ma, con la quarta ondata di Covid, non è escluso che, dal 1 dicembre, anche per poter salire sul bus sia necessario munirsi del patentino verde. L’obiettivo è spingere anche gli ultimi reticenti ad accettare la vaccinazione. E questa potrebbe essere una spinta non da poco in quanto i mezzi cittadini – a differenza dei treni al alta velocità dove il Pass è già obbligatorio da mesi – hanno un’affluenza quotidiana altissima. Li utilizza anche chi lavora in modalità smart working ad esempio. Tuttavia la misura, a detta dei sindacati, sarebbe infattibile in quanto risulterebbe impossibile controllare tutti i flussi in entrata su bus, tram e metro specialmente nelle grandi città. Senza contare che, a questo punto, molti potrebbero essere indotti ad utilizzare l’auto creando disagi sia in termini di traffico sia in termini di inquinamento. Qualcuno, mesi fa, aveva proposto di rendere il Green Pass obbligatorio anche per entrare al supermercato ma questa idea, per il momento, non è stata presa in esame. Sui treni, invece, dove l’oggligo di Green Pass è già in atto, la nuova ordinanza del Ministero della Salute e del Ministero dei Trasporti, stabilisce che basterà che un passeggero mostri sintomi riconducibili al Covid – tosse, starnuti, naso che gocciola, per far fermare il convoglio e far scendere tutti i passeggeri. Sul tavolo del Governo anche l’ipotesi di rendere il vaccino obbligatorio, seguendo, quindi la strada inaugurata dall’Austria dove, a partire dal prossimo 1 febbraio, nessuno potrà più sottrarsi all’inoculazione del farmaco anti Covid.

Intanto, anche tra alcuni insospettabili, c’è chi, per non perdere il lavoro, è ricorso ad un Pass falso. E’ accaduto in un ospedale di Ravenna dove sono stati scoperti un’ ostetrica, due infermiere e un medico del reparto Infettivi. Tutti erano stati vaccinati dallo stesso dottore: il medico di base vaccinatore e ginecologo Mauro Passarini. La vicenda è venuta a galla perché tutti si sono rifiutati di sottoporsi al prelievo di sangue per il test di ricerca degli anticorpi al virus. Tutti tranne uno, un infermiere per il quale l’esame ha dato esito negativo a conferma che non era stato vaccinato e che, dunque, il suo patentino verde era falso. Gli operatori sanitari in questione avrebbero insomma ottenuto il Green Pass perché, secondo l’accusa, Passarini inseriva i dati sulla piattaforma ministeriale anche senza somministrare la dose vaccinale. In questo modo medici e infermieri, pur non vaccinati, potevano continuare a prestare servizio in ospedale senza incorrere in alcuna sospensione. Per i lavoratori del comparto sanitario, infatti, non bastano i tamponi: è obbligatorio essere vaccinati per poter lavorare. Ma questi sono solo una minima parte dei sanitari muniti di Green Pass falso: in tutto sono risultati essere 79.

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