Monza, i ragazzi del liceo si presentano in gonna “contro le discriminazioni”

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Fanpage

In un liceo classico i ragazzi si sono presentati a scuola con la gonna in segno di protesta contro le discriminazioni.

Mentre il deputato del PD Alesandro Zan, primo firmatario della legge contro l’omotransfobia – il famoso Ddl Zan, affossato dal Senato lo scorso mese – si è arrabbiato per una sua immagine circondata da un’aura di colore rosa, postata sui social dall’Eurodeputata della Lega Silvia Sardone, decisamente più anticonformisti gli alunni del  liceo classico Zucchi di Monza. I ragazzi, in solidarietà delle compagne e in segno di protesta contro la sessualizzazione del corpo femminile, per il secondo anno di fila hanno deciso di andare a scuola con la gonna. L’iniziativa, rinominata “Zucchigonna“, è stata ideata dagli alunni dell’ultimo anno che hanno ripreso eventi simili organizzati in Paesi esteri. Una protesta che, al contempo, punta a mettere in discussione usi e costumi e a spogliare la donna di quell’immagine legata a certi stereotipi sessisti.

Lo scopo dell’iniziativa – nelle intenzioni degli alunni dello Zucchi – è quello di rivendicare la libertà di essere chi si è a prescindere dal sesso biologico di nascita o da qualunque inquadramento sociale. Pertanto, i ragazzi, si sono mostrati con un indumento tipicamente associato dall’universo femminile: la gonna. I giovani hanno spiegato: “Se un ragazzo indossa una gonna, la cosa è spesso considerata riprovevole, poiché considerato abbigliamento “poco mascolino” e “da donna””, e allora lotta agli stereotipi. A tal proposito, la dirigente scolastica dell’Istituto Zucchi, la dottoressa Rosaria Caterina Natalizi Baldi, ha  accolto positivamente l’iniziativa, sostenendo che “gli studenti e le studentesse stanno difendendo uno sguardo “pulito” sulla donna, dotata di intelligenza e cuore, anche di una fisicità , che ne palesa la differenza e non la subalternità“. Tuttavia, a ben vedere, l’iniziativa dei ragazzi d’indossare la gonna punta, in un certo senso, ad annullare le differenze di cui la preside parla.

 

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