Mattia Santori: le seconde auto devono essere tassate se occupano suolo pubblico

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Fonti ed evidenze: Il Giornale

Appena candidato con il PD per le elezioni amministrative di Bologna, Andrea Santori propone, tra le altre cose, di introdurre una tassa sulla seconda automobile “per il bene della collettività”.

Mattia Santori/Facebook

Mattia Santori ex capo del movimento delle Sardine ha deciso tempo fa di immergersi nella politica, ed è passato dalla piazza al partito in men che non si dica. Si è candidato con il Partito Democratico per le elezioni amministrative del comune di Bologna, città dove vive e nella quale il movimento di cui faceva parte è nato. La sua “ricetta” prevede dei sacrifici da parte di chi ha due -o più- automobili, che stazionano sul suolo pubblico, per poter mettere in pratica il progetto di una città più vivibile, un tema questo molto importante, soprattutto in una zona come quella di Bologna. Appena ne ha avuto la possibilità Santori si è scrollato di dosso l’appellativo di populista che gli era stato affibbiato quando organizzava nelle piazze gli incontri delle Sardine, e lo fa avanzando delle proposte spinose che potrebbero far storcere il naso agli elettori. Di questo però lui non si preoccupa e afferma che il suo obiettivo nel fare politica non è mai stato il consenso popolare né il voto; due le proposte del leader delle Sardine, la prima si concentra sul tema della mancanza di spazi: è sempre più forte e riscontrabile la necessità di suolo occupabile per incentivare anche le attività e l’economia della città, e Santori propone quindi di esentare le associazioni dal contributo di occupazione del suolo pubblico, per limitare la pressione sugli esercizi commerciali e incentivare la nascita di associazioni che possano coinvolgere i cittadini. Fino a qui nessuna lamentela, le critiche arrivano come al solito quando si propone di togliere a chi ha di più per ridistribuire, perché Santori ha proposto una tassa sulla seconda automobile che i residenti parcheggiano sul suolo pubblico per dare “un segnale importante a tutte quelle realtà che si prendono cura gratuitamente della collettività”. Una idea che ha scatenato una vera bufera di commenti negativi e che ha risvegliato anche il dibattito sui dehors: il primo commento è quello di Matteo Lepore, candidato sindaco del centro sinistra, che vorrebbe rimuovere per dare più spazio alle attività commerciali e aiutare l’economia; ma Santori non disdegna del tutto i dehors e afferma “non vanno del tutto rimossi, preferisco i presidi di socialità agli oggetti immateriali”.

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