Le quote rosa stabilite per legge? Non abbiamo bisogno di tutor, dice Eva Cantarella

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Fonti ed evidenze: AGI, Fatto Quotidiano

Una certa parte politica, da anni, combatte per le quote rosa in politica. Ma c’è chi si oppone. E non si tratta di un uomo.

Getty Immages/Marco Piraccini

Sono anni che sentiamo parlare di quote rosa in politica. Una delle più accanite sostenitrici l’ex Presidente della Camera, la Dem Laura Boldrini per la quale anche il costo degli assorbenti femminili è diventata una sfida. E in tante sono spesso salite in cattedra per difenderle quale unico strumento per far arrivare anche le donne nelle “stanze dei bottoni”. Ma oggi c’è chi ha il coraggio di opporsi, di dire un secco “no”. E non si tratta di un uomo né, men che meno, di un esponente del Centrodestra che, da sempre, non ha visto di buon occhio le quote rosa. A parlare è stata Eva Cantarella, docente ordinaria di Diritto greco e romano e autrice di diversi testi. Cantarella – intervistata dal Fatto Quotidiano – ha asserito: “Basta quote rosa perché sono diventate una minorazione delle capacità femminili”. La professoressa ha motivato la sua dichiarazione spiegando che le quote rosa relegano le donne ad una condizione di indispensabilità ed essere ritenute indispensabili è la negazione della forza e del potere della condizione femminile oggi in Italia. In parole povere: siamo forti e capaci abbastanza da fare a meno delle quote rosa.

Cantarella ha osservato che: “Le quote rosa sono divenute, per paradosso, una minorazione delle capacità femminili mentre siamo così forti che non abbiamo bisogno di tutor e magari pure maschi”. Continuare, nelle liste elettorali, ad esigere l’ esatta parità aritmetica tra l’uomo e la donna non è altro che un fenomeno mediatico. E, questo, di contro, non solo non agevola le donne a far emergere le proprie reali competenze ma, addirittura, può contribuire a  scatenare fenomeni di violenza fisica. La professoressa ha concluso: “La forza dell’identità femminile è tale che all’uomo non resta, per affermare il proprio potere, che ricorrere a quella biologica. Con la sua forza fisica intende regolare i conti”.

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