“Basta una donna a rovinarti la vita”. Uccide la madre, altre tre persone e una bambina che passava

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Fonti ed evidenze: BBC, Sky News UK

Jake Davison il killer 22enne di Plymouth aveva un canale Youtube e nei suoi video insultava le donne e diceva di essere come Terminator, solo con una missione da portare a termine

Jake Davison/Facebook

 

Aveva 22 anni e probabilmente dei disturbi mentali, Jake Davison il giovane che ha ucciso 5 persone a Plymouth – Regno Unito – per poi suicidarsi prima dell’arrivo della Polizia. Viveva con la madre e condivideva i suoi pensieri su Youtube e attraverso i suoi profili Facebook, si dichiarava un incel ossia un celibe involontario e incolpava il genere femminile della sua solitudine; in uno dei suoi video aveva detto “sono stato picchiato dalla vita, non è colpa mia se nessuno mi ama. Ho un errore di sistema, eppure vado avanti lo stesso”.

Ora il suo canale è stato oscurato da Youtube, cosi come i suoi profili Facebook sono stati eliminati, ma dal genere dei contenuti che condivideva appare chiaro che l’uomo aveva dei problemi relazionali e psichici e provava un odio sconfinato nei confronti delle donne, tanto da uccidere per prima sua madre Maxine Davison 51 anni, e poi durante la sparatoria che ha seguito uccidere anche una bimba di 3 anni che era a spasso con il padre. Il ragazzo di origini americane possedeva il porto d’armi e nei video deliranti da lui stesso pubblicati si definiva un Terminator, un Terminator vergine con una missione da portare avanti. Nessun esplicito riferimento ad un omicidio ma spesso nei suoi video tornava il tema delle donne, sulle quali diceva “tutte prostitute, amano solo gli uomini ricchi e belli e non danno alcuna possibilità a un ragazzo più timido. Meritano di essere trattate male“.

Parole difficilmente equivocabili che portano gli inquirenti ad allontanarsi dall’ipotesi di strage terroristica e a scavare più a fondo nella situazione personale di Davison. Probabilmente una lite familiare ha acceso la scintilla nel ragazzo che dopo aver ucciso sua madre ha riversato la sua follia per le strade di Keyham, il quartiere residenziale che si affaccia sul porto di Plymouth. I video nei quali il ragazzo raccontava la sua vita dopo la strage hanno visto un repentino aumento delle visualizzazioni e  sono stati subito cancellati dalla piattaforma per violazione degli standard. Nella maggior parte di questi parlava della sua condizione di incel e incolpava le donne della sua infelicità, facendo aperte dichiarazioni di odio; in uno dei suoi ultimi video ha detto “una sola di loro ha il potere di distruggere le nostre vite. Sono maledette prostitute”. Dopo la tremenda strage arrivano anche le parole del primo ministro Boris Johnson sulla vicenda, il quale ha twittato “i miei pensieri sono con gli amici e la famiglia i coloro che hanno perso la vita e con tutte le persone colpite dal tragico incidente di Plymouth della scorsa notte”.

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