“Da novembre vaccino ai bambini sotto i 12 anni. Moderna e Pfizer sono già pronti”

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Fonti ed evidenze: Ministero della salute, AdnKronos

Inizieranno a breve le vaccinazioni sui bambini e i ragazzini di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Ma da novembre il siero toccherà anche ai più piccoli.

Getty Immages/Joseph Prezioso

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 6968 unità. Da ieri 31 morti e 4450 guariti. I casi attualmente positivi salgono a 118.761, +2438 rispetto a ieri. I ricoverati sono 2948, +68 mentre in terapia intensiva 337 assistiti, +15 da ieri.

“Da novembre vaccineremo anche i bambini”

E’ già stato dato il via libera alle vaccinazioni per i ragazzini tra i 12 e i 17 anni. Sabato 14 agosto a Torino il primo open day con gelato a seguito. Ma da novembre in avanti anche ai bambini più piccoli verrà inoculato il siero anti Covid. A dirlo è stato il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico che affianca il Governo nell’Emergenza Covid: “Da novembre il vaccino anche ai bambini. Pfizer e Moderna sono vicini all’autorizzazione per i più piccoli, gli under 12. In Italia, da inizio pandemia, sono morti 28 pazienti di età pediatrica. E di questi 13 avevano meno di 10 anni. Inoltre, vaccinando i bambini eviteremo focolai anche nelle scuole elementari e dunque il ricorso alla didattica a distanza” – le parole di Locatelli.

Tuttavia l’esperto ha ricordato che, per quanto ora si stia puntando molto sui bambini, ci sono ancora moltissimi adulti che non si sono vaccinati. Timorosi e scettici non mancano e non è detto che l’obbligo del Green Pass per personale scolastico e studenti universitari o per accedere a determinati luoghi – palestre, piscine, cinema, teatri, musei, bar e ristoranti limitatamente ai tavoli interni – sia una spinta sufficiente. Molti avvallano la giustificazione che, comunque, anche dopo due dosi di vaccino si può contrarre il Covid e, in alcuni casi, persino morire. Ma Locatelli conclude: “Che il vaccino non dia una copertura totale rispetto al semplice rischio di infezione lo abbiamo sempre detto. Ma ripeto: l’efficacia rispetto al rischio di andare in terapia intensiva o di morire è del 97 per cento“.

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