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Green Pass: vogliamo lavorare, non siamo i poliziotti del Governo, dicono i baristi

Dal 6 agosto Green Pass obbligatorio anche per sedersi ai tavolini interni di bar e ristoranti. Ma c’è chi si oppone anche tra gli esercenti.

E’ già iniziato il conto alla rovescia da venerdì 6 agosto Green Pass obbligatorio per poter continuare a svolgere una serie di attività che tutti, o quasi, eravamo abituati a dare per scontato. Niente più palestra, piscina, cinema, teatro per chi non sarà munito del famoso patentino verde. Caffè al bar ma solo seduti ai tavolini esterni oppure al bancone, mentre se vorrete sedervi ai tavoli interni dei locali dovrete essere muniti di lasciapassare. E se i vescovi non protestano alle restrizioni imposte dal Governo Draghi, non mancano, invece, i ribelli tra gli esercenti. Il primo a farsi sentire è il signor Fabrice Tribbioli, titolare del bar Fuera di via Bonelli a Cuneo. Tribbioli  ha attaccato fuori dalla porta dei manifesti con l’hashtag #ilpassnonpassa.

L’uomo – intervistato da La Stampa – ha spiegato: “Qui non chiediamo il Green pass. Ce l’hai? Bene. Non ce l’hai? Va bene uguale. Vogliamo fare solo il nostro lavoro, che non è fare i controllori”. Tribbioli non è certo nuovo alle proteste: che aveva aderito alla protesta #ioapro durante il lockdown, collezionando quattro multe e due decreti di chiusura. Ma al di là della paura di poter perdere un numero consistente di clienti, il titolare del Fuera mette in evidenza l’assurdità di un decreto che fa distinzioni, a suo dire, prive di logica: “L’assurdità è che al chiuso serve il green pass, all’aperto no. I clienti sono obbligati ad averlo, baristi e camerieri no». Tribioli ha concluso che lui non farà il gendarme e non controllerà mai i clienti. Questo è un compito che, a suo dire, spetta solo ed esclusivamente alle Forze dell’Ordine. Ma non è il solo a pensarla così.  Anche il signor Ernesto Milani, titolare della pasticceria Dolci Tentazioni di Rovigo ha, da tempo, espresso la sua contrarietà all’obbligo del lasciapassare. E, di fatto, ha recentemente espresso la sua volontà di far entrare tutti nel suo locale. L’uomo ritiene che sia un escamotage per indurre tutti a vaccinarsi e ha  sentenziato: “Se il Governo desidera che tutti si vaccinino allora renda obbligatorio ufficialmente il vaccino senza scaricare su noi gestori di attività questo tipo di onere. Ci rifiutiamo di fare i poliziotti“.

 

 

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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