Rula Jebreal dice no a Propaganda Live, ma sì ad un circolo per soli uomini

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Fonti ed evidenze: Twitter

La giornalista e affermata femminista Rula Jebreal rifiuta l’invito a Propaganda Live perché ci sono poche ospiti donne, ma decide di presentare il suo libro in un circolo per soli uomini a Roma.

Rula Jebreal
(Ansa.it)

Rula Jebreal è una giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, di origine palestinese, nata a Haifa, cresciuta in Israele e poi trasferitasi in Italia. È nota per il suo contributo come attivista femminista e si è sempre battuta per i diritti. L’abbiamo vista nel talk show mattutino Omnibus, nella trasmissione Annozero dove collaborava con Michele Santoro e l’abbiamo ritrovata ospite a Sanremo 2020 dove ha commosso tutti con un toccante monologo sulle discriminazioni e la parità dei diritti. Ora Rula ha scritto un nuovo libro, “Il cambiamento che meritiamo. Come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro”, edito da Longanesi (lo potete trovare qui su Amazon).

 

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È proprio questo libro il soggetto della vicenda che ha fatto discutere molti. La giornalista infatti, lunedì 5 luglio ha presentato il suo scritto al Circolo Canottieri Aniene di Roma. Qual è il problema? Nessuno, se non fosse che tale circolo sia una società polisportiva riservata ai soli uomini. Per capire meglio i motivi delle tante critiche mosse a Rula Jebreal, dobbiamo tornare un attimo indietro. La scrittrice aveva già fatto discutere quando aveva declinato l’invito a Propaganda Live, il programma in onda su La7 il venerdì sera e condotto da Diego Bianchi, Zoro. Il motivo del rifiuto a partecipare alla puntata, è stato esplicitato da Rula stessa che con un tweet, e a detta di alcune voci, all’ultimo minuto aveva avvisato che non avrebbe partecipato perché amareggiata da una carente presenza femminile nel programma. “7 ospiti… Solo una donna! Come mai? Con rammarico devo declinare l’invito, come scelta professionale non partecipo a nessun evento che non implementa la parità e l’inclusione”.

Andrea Salerno, direttore di La7, deluso dalle dichiarazioni della Jebreal, ha commentato “mi sembra tutto solo un grande equivoco dovuto a un tweet che all’occhio di un persona che non conosce il nostro programma può essere stato fuorviante. Spero che l’equivoco rientri prima della diretta di questa sera perché ci tenevamo a parlare con lei del conflitto arabo-israeliano”. Le critiche mosse alla giornalista, che la consideravano esagerata ed estremista, non sono però finite. Dopo tali dichiarazioni infatti, Rula Jebreal ha deciso di presentare il suo libro ad un Circolo per soli uomini a Roma. Via con altre polemiche e accuse di essere incoerente. In realtà, come poi hanno voluto specificare in tanti, il Circolo Canottieri Aniene di Roma, da qualche anno è aperto anche le donne, seppure il presidente di tale società , Giovanni Malagò, aveva dichiarato: “le donne possono diventare socie solo attraverso il canale sportivo, per meriti acquisiti nella loro specialità. Come la Pellegrini nel nuoto e la canoista, già oro olimpico, Josefa Idem. Non vogliamo signore che vengono a fare salotto o a giocare a canasta”, insomma, parole non tanto piacevoli da sentire dal mondo femminile, tanto meno da una femminista. Eppure Rula ha deciso di presentare lì il suo libro. Se molti non hanno apprezzato, per altri la mossa di andare a presentare proprio questo libro in un circolo del genere, è stata una scelta positiva, come si può leggere in un tweet che dice “parlare del suo libro in un circolo di uomini, è stato un evento storico.È come professare la propria fede nella chiesa altrui.Significa combattere una battaglia di tutti anche in contesti ostili. Ad onor del vero c’erano più donne che uomini”. 

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