“Nicola indossava le scarpine perché non volevamo svegliarlo”, dice il papà del piccolo

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Fonti ed evidenze: AdnKronos, Fanpage

Leonardo Tanturli, il papà di Nicola, prova a fare chiarezza su alcuni aspetti della vicenda che ha visto protagonista il bambino di 21 mesi allontanatosi dalla casa dei genitori e ritrovato dopo oltre 30 ore. In particolare, l’uomo ha spiegato come mai Nicola indossasse le scarpine, nonostante fosse stato messo a dormire dai genitori. 

 

Dopo la gioia per il ritrovamento di Nicola Tanturli, il bambino di 21 mesi che la sera di lunedì scorso è scomparso dalla casa dei genitori nell’Alto Mugello, una serie di dubbi e di perplessità sulla vicenda hanno cominciato a farsi spazio tra gli osservatori: elementi poco chiari di una vicenda a lieto fine, e che meritano comunque di essere approfonditi al fine di sgomberare il campo da qualsiasi possibile dubbio.

Tra questi, aveva suscitato confusione il fatto che Nicola, al momento del ritrovamento, indossasse ai piedi i suoi sandali. Una circostanza difficile da spiegare, visto che nella ricostruzione dei fatti fornita dai genitori, il piccolo era stato messo nel suo lettino e da lì, autonomamente, si era allontanato mentre il papà e la mamma si occupavano di dar da mangiare agli animali della loro azienda agricola. “Possibile che Nicola abbia indossato da solo le scarpine?“, è la domanda che in molti si sono posti.

A questo dubbio ha voluto fornire una risposta Leonardo Tanturli, il padre del bambino, che ai microfoni di Mattino 5 ha cercato di fare chiarezza sui fatti: “Nicola aveva le scarpine perché si era addormentato in braccio a sua madre, che poi l’ha messo nel letto. Per non svegliarlo, visto che fatica ad addormentarsi, non glieli ha sfilati: doveva essere un pisolino pomeridiano“, ha spiegato l’uomo, che poi ha voluto dire la sua anche su un altro argomento molto dibattuto negli ultimi due giorni: il “mistero” della porta di casa lasciata aperta. Una circostanza prontamente smentita dal genitore del piccolo: “Era chiusa, Nicola se l’è aperta. Da pochissimi giorni era arrivato alla maniglia. La porta era chiusa ma non a chiave, perché non siamo abituati a fare così essendo nell’orto di casa“.

Sul caso dell’allontanamento del bambino, comunque, è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Firenze: obiettivo degli inquirenti è accertare come abbia potuto, un bambino di 21 mesi, allontanarsi così tanto da casa, percorrendo una distanza di circa 4 chilometri e riuscendo a trascorrere fuori casa 30 ore senza cibo né acqua. Nel fascicolo, per ora, non sono presenti ipotesi di reato né indagati, ma le indagini – condotte dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo sotto il coordinamento del pubblico ministero Giulio Monferini – proseguono. Intanto la Procura dei Minori sta vagliando il caso per stabilire se vi siano state eventuali violazioni dei doveri genitoriali.

Nel frattempo è emerso un precedente simile, avvenuto un anno fa e che vide protagonista il fratello maggiore di Nicola, all’epoca di 3 anni. Il bimbo si allontanò da casa e, proprio come Nicola, percorse a piedi una grande distanza, a dispetto della tenera età. A circa un chilometro da casa, il bambino fu ritrovato da alcuni vicini di casa, che immediatamente avvisarono i genitori. Un episodio che si risolse molto rapidamente, tanto che non si rese necessaria nemmeno una segnalazione alle Forze dell’Ordine da parte dei genitori del piccolo. Anche sulla base di questa esperienza, hanno spiegato i genitori di Nicola, la telefonata ai Carabinieri è arrivata, in questo caso, con molto ritardo rispetto all’allontanamento del bambino.

 

 

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