Vasco Rossi, il figlio Davide è nei guai: chiesti 2 anni e 8 mesi di reclusione

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Davide Rossi è a processo per lesioni aggravate ed omissione di soccorso, e ora la procura di Roma ha chiesto due anni e otto mesi di carcere.

Davide Rossi

Sono giorni difficili per Davide Rossi, figlio del cantautore Vasco. Il 35enne è imputato nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente stradale da lui causato nel 2016: Davide è accusato di non essersi fermato a prestare soccorso alle due ragazze rimaste coinvolte nello schianto. E adesso rischia il carcere.

Davide Rossi, la dinamica dell’incidente

Davide Rossi è nei guai dopo l’incidente del 2016 avvenuto a Roma, in zona Balduina. La procura di Roma ha chiesto due anni e otto mesi di reclusione per il figlio di Vasco, con le accuse di lesioni personali gravi e omissione di soccorso. Ma che cosa è successo? Sembra che l’auto su cui erano a bordo lui e un amico non abbia rispettato uno stop finendo per impattare contro un’altra autovettura sulla quale erano presenti due ragazze. Dopo lo schianto, però, da parte di Davide non c’è stato alcun soccorso. Anzi, sembra abbia abbandonato il luogo del sinistro.
Anche per l’amico sono stati chiesti due anni, accusato di favoreggiamento. Dalle versioni dei due giovani ancora non è chiaro come si siano effettivamente svolti i fatti: entrambi infatti sostengono di essere stati al volante al momento dell’incidente. Ma dopo le indagini la Procura ha stabilito che al volante c’era proprio il figlio di Vasco.

Le parole di Davide Rossi

A sua discolpa Davide Rossi ha sempre sostenuto di essersi fermato per prestare soccorso alle ragazze coinvolte nell’incidente. Il figlio del rocker secondo la sua versione avrebbe anche direttamente parlato con le due ragazze, che lo avrebbero rassicurato assicurandogli di stare bene, anche se entrambe sono state portate in ospedale. Dimesse dopo le cure mediche, la loro prognosi è stata di 40 giorni per ognuna.
Sempre secondo le sue dichiarazioni, il 35enne avrebbe poi chiesto all’amico di compilare la constatazione amichevole e solo a quel punto avrebbe lasciato il luogo dell’incidente. “Ero tranquillo“, ha dichiarato Davide in aula, “visto che l’auto era mia l’ho chiamato subito per assicurarmi che avesse firmato l’ammissione di responsabilità“. Ma quell’allontanamento dal luogo dell’incidente adesso potrebbe costargli davvero caro, portandolo addirittura in carcere.

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