Viaggio in Italia di 24 ore: chiede il Reddito di Cittadinanza, firma le pratiche e riparte per la Romania

Un uomo di 29 anni aveva ottenuto il Reddito di Cittadinanza nel nostro paese. La persona in questione è rimasta nel paese per sole 24 ore prima di tornare a casa.

Reddito di Cittadinanza 25 maggio 2021 leggilo.org
Getty Images/Emanuele Cremaschi

Più che un trasferimento è stato un breve viaggio di piacere in Italia quello dell’uomo di 29 anni che si è presentato nel paese soltanto per ricevere il Reddito di Cittadinanza, effettuando l’ennesimo illecito legato al provvedimento di aiuto fortemente voluto all’epoca dal Movimento Cinque Stelle. La persona in questione era in qualche modo riuscita ad ottenere il denaro del Reddito di cittadinanza già a metà del 2020 ma in Italia non ci aveva nemmeno mai messo piede: infatti, il 29enne si è presentato in Piemonte solo il giorno in cui gli è stato chiesto di comparire per firmare le pratiche necessarie per richiedere il denaro. Un soggiorno nel paese durato appena 24 ore al termine del quale l’uomo è tornato in Romania, dove si trovava la sua vera residenza.

La persona in questione è stata denunciata e gli verrà presto intimato di restituire il denaro percepito senza averne diritto. Non si tratta del primo caso in cui una persona beneficia del Reddito di cittadinanza senza avere i requisiti per richiederlo ma è senz’altro il più assurdo considerando che in questo caso la cittadinanza dell’uomo – uno dei requisiti principali per richiedere il denaro – non era neppure italiana. Per arrivare ad ottenere il denaro, l’uomo si sarebbe servito di un complice, un residente di Vercelli che è stato visitato dalle Fiamme Gialle per degli accertamenti: l’uomo teneva la tessera per il 29enne, utilizzandola per ritirare i soldi per poi dividerli con il residente romeno. Vercelli in particolar modo per qualche motivo è una delle città più colpite da questo fenomeno: gli agenti stimano che su tremila richieste per il reddito almeno 100 siano illegittime per una perdita complessiva da parte delle casse pubbliche di 400.000 euro. Un danno non da poco che contribuisce a vanificare il reale obiettivo dello strumento economico ossia l’assistenza dei meno abbienti.

Gestione cookie