Reddito di Cittadinanza 882.000 beneficiari. E ora si pensa di mantenerlo anche se trovano lavoro

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Ansa

Il Ministro Andrea Orlando sta cercando di risolvere le criticità legate all’erogazione del Reddito di cittadinanza, misura voluta dai Cinque Stelle.

Getty Images/Vittorio Zunino

Il Reddito di cittadinanza, misura fortemente voluta dall’attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ed entrata ufficialmente in vigore durante il Governo Conte I – retto dalla coalizione giallo-verde formata da Lega e Cinque Stelle – si è rivelato nel corso degli anni uno strumento imperfetto. Sono innumerevoli i casi in cui tale sussidio, destinato a combattere la povertà in Italia, ha finito per riempire le tasche di persone che non ne avevano realmente bisogno. L’ultimo eclatante caso ad esempio, arriva da Livorno dove un uomo che ha vinto circa 640.000 euro giocando online ha continuato comunque a percepire una cifra pari a circa 6.000 euro come Reddito di cittadinanza. Proprio per limitare episodi simili, si sta muovendo il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, nominato dal nuovo premier Mario Draghi, che intende perfezionare tale sistema di sussidi.

La prima ipotesi presentata dal ministro e dai suoi collaboratori prevede un Reddito di cittadinanza “ridotto”: gli occupabili – ossia le persone in grado di lavorare – potrebbero cessare di percepire tale sussidio dopo 18 mesi. Per stimolare i beneficiari del provvedimento a cercare attivamente lavoro poi, sarebbe stato proposto un bonus del 50% sul denaro percepito il mese successivo per chi dovesse trovare un posto in regola: al momento – stando a quanto hanno scoperto i collaboratori del Ministro – molte persone non sarebbero incentivate a farlo perchè trovando un posto fisso perderebbero interamente la somma percepita con il Reddito. Un sistema premiante per alleggerire un’operazione costata ben 10 miliardi di euro nell’ultimo anno, 3 in più del previsto e che vede la retribuzione di ben 1,3 milioni di nuclei familiari per un totale di 3 milioni di persone, metà delle quali sarebbero in grado di lavorare. Le modifiche proposte dal dicastero di Orlando – si stima – permetteranno di abbassare sotto il livello di guardia il numero di persone che percepiscono il sussidio.

Una parentesi a parte va fatta per il ruolo del “navigator”, quelle persone incaricate di accompagnare i beneficiari del Reddito di cittadinanza verso la loro nuova carriera lavorativa. Dopo Pasqua, il contratto di questi operatori scadrà dopo che hanno contribuito all’accoglienza nel Cpi di 882.000 beneficiari del sussidio, rendendo di fatto il ruolo insostenibile per le casse dello Stato. Stando ai dati in possesso del Ministero, non ci sono i mezzi economici per consentire ai navigator di lavorare oltre dicembre 2021. Sotto vari punti di vista, l’operazione voluta dai Cinque Stelle si può considerare un fiasco eclatante.

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