I contagi scendono nonostante le riaperture. Crisanti insiste: “Avevo previsto 600 morti al giorno e non mi pento”

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, La7, Mediaset

Battibecco tra il microbiologo patavino Andrea Crisanti e il governatore del Veneto Luca Zaia. Lo scienziato non ritira le sue previsioni sui fantomatici 600 morti al giorno causati dalle riaperture. Eppure i contagi stanno scendendo.

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Getty Immages/Go Nakamura

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 4717 unità e portano il totale a 4.188.190. Nelle ultime ventiquattro ore 125 morti che fanno salire le vittime a 125.153 e 12.633 guariti che raggiungono quota 3.779.293. Totale persone vaccinate: 9.759.934

I casi attualmente positivi scendono a 283.744, – 8044 rispetto a ieri. I ricoverati sono 9488, -437 mentre in terapia intensiva 1430 assistiti, -39 da ieri.

Crisanti non si pente dei suoi pronostici

Da settimane i contagi di Covid hanno iniziato ad invertire rotta e hanno cominciato a scendere. Al punto che, a partire da lunedì 24 maggio, tutta  l’Italia sarà in zona gialla. Alcune Regioni, addirittura, si coloreranno di bianco. Il tanto temuto effetto delle riaperture del 26 aprile, pertanto, sembrerebbe non esserci stato. Neppure i festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter in piazza Duomo hanno causato un’impennata di casi, come alcuni esperti avevano previsto. Se il trend dei contagi proseguirà lungo questa direzione, entro il 21 giugno  – secondo le proiezioni del Comitato nazionale di Ricerca – tutto il Paese potrebbe essere in zona bianca con tutte le attività di nuovo aperte come nell’epoca pre-Covid. Le uniche norme anti Covid che resterebbero in vigore sarebbero mascherina e distanziamento sociale. Ma, addirittura c’è già chi paventa la possibilità di togliere la mascherina nei luoghi aperti durante i mesi estivi. Idea proposta, con le dovute riserve, dal sottosegretario alla Salute  Andrea Costa.

Ma se Costa si lancia in un volo di ottimismo, tra le voci più prudenti, fin dall’inizio della pandemia, figura il professor Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. Crisanti, durante la fase 1 dell’emergenza, aveva guidato – con successo – la task force della Regione Veneto. Ma dopo pochi mesi le strade dello scienziato e del governatore Luca Zaia si sono divise per divergenze di opinioni. I due sono ora tornati a “battibeccare” seppur a distanza. Crisanti, nel corso della trasmissione Piazza Pulita su La7 ha ribadito il suo punto di vista e si è detto assolutamente non pentito delle sue previsione sebbene si siano rivelate fallaci.

Lo scienziato, infatti, aveva previsto che, a seguito della riapertura delle attività e, soprattutto, dei ristoranti, avremmo contato 600 morti al giorno. “Forse sono stato troppo pessimista ma non mi pento. Nessuno sapeva quello che sarebbe potuto succedere. Penso che dopo 125mila morti ogni vita conta” – le parole dello scienziato patavino.  Dal canto suo il presidente del Veneto, Luca Zaia in collegamento con Dritto e Rovescio su Rete 4 ha ribattuto: “I governatori si sono occupati in questi mesi della salute dei cittadini e delle vaccinazioni. Non ho tempo da perdere per fare i pronostici come i maghi in televisione. La verità è che poi partono dei messaggi che vengono ripresi dalla stampa internazionale e noi ne paghiamo le conseguenze”.

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