Denise, i Carabinieri e la Scientifica a casa di Anna Corona

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Il caso di Denise Pipitone continua ad impegnare gli investigatori: la scientifica dei Carabinieri sarebbe entrata in casa di Anna Corona per degli accertamenti.

Caso Pipitone 5 maggio 2021 leggilo.org

Il caso di Denise Pipitone continua ad arricchirsi di dettagli nonostante sia iniziato nel 2004: da quella data ad oggi, si sono susseguiti colpi di scena, avvistamenti e sospetti su persone anche vicine alla famiglia della bambina scomparsa da Mazara del Vallo. In particolare, tra le persone su cui si erano concentrati i sospetti degli investigatori dall’inizio del caso figura Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise. Nelle ore scorse, i Carabinieri sarebbero entrati in casa della madre di Jessica, Anna Corona, già ascoltata in merito alle indagini sul caso di Denise Pipitone in passato. Dentro l’abitazione della donna, si sarebbero presentati con il mandato alcuni agenti della scientifica per investigare su una segnalazione.

Nella casa – spiegano gli agenti – Anna Corona non vive più da anni. Tuttavia, la scientifica ha ricevuto una segnalazione anonima riguardo presunti lavori di ristrutturazione volti a nascondere una botola nascosta. Un elemento che ha insospettito non poco gli agenti, subito arrivati sul posto. La scientifica ha svolto i rilievi del caso, investigando sui lavori e sull’abitazione in modo approfondito. L’ex Pm Maria Angioni è tra i magistrati che nella prima fase del caso concentrarono le proprie indagini proprio su Jessica Pulizzi ed Anna Corona, convinti che quel ramo della famiglia Pipitone fosse coinvolto in qualche modo nella scomparsa. Tra le intercettazioni sospette, quella in cui Anna fa riferimento ad un evento “molto grave” proprio nel giorno della scomparsa di Denise: “Ci rendemmo presto conto che alcune persone sapevano di essere intercettate. Allora smisi di intercettare, e ripresi le indagini con una forza di polizia diversa, nel disperato tentativo di salvare il salvabile”, ricorda l’allora Pm ammettendo che le indagini arrivarono ad un punto morto quando le intercettazioni furono scoperte in qualche modo dai sospettati.

 

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