Covid, 364 morti, 13.844 casi. “L’emergenza non finirà prima di due anni”, dice Fabrizio Pregliasco

0
293
Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Giorno, Tempo

Il virologo Fabrizio Pregliasco attacca il Governo Draghi sulle riaperture, parlando di decisione propagandistica che mette in pericolo l’immediato futuro del paese.

Pregliasco riaperture 21 aprile 2021 leggilo.org
Getty Images/Emanuele Cremaschi

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 13.844 unità e portano il totale a 3.904.899. Nelle ultime ventiquattro ore 364 morti che fanno salire le vittime a 117.997 e 20.552 guariti che raggiungono quota 3.311.267. Totale persone vaccinate: 4.654.357.

I casi attualmente positivi scendono a 475.635, – 7080 rispetto a ieri. I ricoverati sono 22.784, – 471 mentre nelle terapie intensive 3076 assistiti, – 75 da ieri.

Covid, Pregliasco dice no alle riaperture

Tra i medici che non sono per niente contenti delle riaperture previste dal Governo Draghi si schiera anche il virologo Fabrizio Pregliasco, convinto che la decisione di Mario Draghi e della sua equipe di Governo sia dettata dalle forti pressioni che la popolazione, esausta e provata per le chiusure, ha operato anche tramite proteste e manifestazioni: “Una decisione necessaria per le problematiche psicologiche ed economiche conseguenti ai lockdown. La politica fa una mediazione tra dinamiche conflittuali per trovare un approccio che prevederà un prezzo da pagare”, la fosca previsione di Pregliasco sulle riaperture. Il medico come altri colleghi è convinto che una riapertura prima dell’estate e soprattutto prima che la campagna di vaccinazione abbia coperto abbastanza soggetti vulnerabili in tutto il paese sia pericolosa e soprattutto che influenzerà negativamente la situazione epidemiologica dopo i tre mesi estivi in cui il virus potrebbe faticare di più a contagiare: “Ci sarà una risalita di contagi nel giro di quindici giorni, anche prima di metà maggio”, è sicuro Pregliasco a cui non piace l’idea che 13 Regioni tornino in giallo già dal 26 aprile.

Pregliasco lascia intendere che aspettare l’estate sarebbe stata la mossa più giusta ed insiste sul fatto che a riaprire dovrebbero essere solo le attività che possono operare anche all’aperto: “Sul seguire la scienza e il limitato contagio all’aperto concordo con la professoressa Viola: anche lo scorso anno il caldo ha aiutato, come per tutti i virus respiratori anche se il Covid è più cattivo”, le sue parole in merito. Per quanto riguarda il coprifuoco, il pensiero del medico è in linea con quello del Governo: la misura va mantenuta, per ora. Pregliasco si esprime duramente anche sulla riapertura delle scuole, considerata un’altra mossa politica più che sanitaria: “È un problema enorme, si vuole correre questo rischio per venire incontro alle problematiche dei giovani e delle famiglie. Sicuramente non è stato fatto tutto il necessario per limitarlo”, le sue parole in merito. Tuttavia, c’è un barlume di speranza dato dalla campagna vaccinale – secondo il professore – che però rischia forti ritardi dopo che anche la casa farmaceutica Johnson&Johnson ha subito un’indagine per la presunta scarsa sicurezza del vaccino: “Anche in questo caso dipende dai dati: 6 casi su 7 milioni sono insignificanti. Fumare una sigaretta è 500 volte più a rischio trombosi” – ricorda il medico augurandosi che le conseguenze dello stop temporaneo applicato negli Stati Uniti non si ripercuotano anche in Italia.

Per finire, alla fatale domanda in merito a quando finirà l’emergenza pandemica consentendo un reale ritorno alla normalità, il virologo non risponde con un parere molto incoraggiante: “Dal punto di visto di sanità pubblica noi tenderemo ad arrivare a un rischio zero in linea con maggio dell’anno scorso. Quindi tra qualche anno, direi due anni da adesso”, le sue parole che lasciano prevedere come minimo un altro biennio caratterizzato da distanziamento sociale e chiusure. Come altri colleghi, Pregliasco è convinto che alla fine dovremo rassegnarci a convivere con un limitato numero di casi del virus anche dopo la fine della campagna di vaccinazione: debellare completamente il virus insomma sembra più difficile del previsto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui