Covid dopo i vaccini. E’ un’eventualità prevista, dicono i medici “Proteggono dalla malattia, non dall’infezione”

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Fonti ed evidenze: Sicilia, Fanpage

I casi di individui trovati positivi al Coronavirus dopo aver ricevuto il vaccino per la malattia non preoccupano i medici. E’ in realtà il motivo è molto semplice. 

Positivi vaccino 7 aprile 2021 leggilo.org
Getty Images/Jacob King

Diversi casi di cittadini, spesso medici ed operatori sanitari trovati positivi al Coronavirus dopo aver ricevuto un vaccino – che si tratti del farmaco Pfizer, AstraZeneca o Moderna – continuano ad essere segnalati in tutta Italia. Gli ultimi due arrivano dalla Sicilia e sono stati riportati il 4 aprile: a Partinico nel palermitano e a Ragusa infatti, due operatori sanitari che avevano ricevuto il farmaco Pfizer. Entrambi i medici, un uomo ed una donna, sono risultati asintomatici e sono ritornati al lavoro una volta che il tampone ha dato esito negativo dopo giorni di isolamento. Ma il fatto che alcuni individui vengano trovati positivi anche dopo aver ricevuto il vaccino deve dunque far supporre che il farmaco non funzioni? Assolutamente no, spiegano gli esperti.

I medici spiegano che l’efficacia dei vaccini attualmente impiegati si aggira tra l’80% ed il 90% nei casi meno gravi del virus ed è attestata al 100% per quanto riguarda le forme più gravi. Nessuno dei casi riportati in Italia di persone risultate positive al virus dopo il vaccino ha infatti avuto un decorso fatale o caratterizzato da una sintomatologia preoccupante, provando che il vaccino è efficace nel ridurre la mortalità causata dal Covid. Questo dimostrerebbe la loro efficacia. I vaccini, insomma proteggono dalla malattia, non dall’infezione e anche i casi d’infezione sono comunque ridotti e non evolvono in patologie gravi.

I ricercatori di Oxford sottolineano: “Una sola dose del farmaco AstraZeneca riduce di due terzi il rischio di infettarsi”spiegano i medici che hanno approntato uno dei vaccini più usati in Europa. Naturalmente, una piccola percentuale di rischio è legata alla possibilità di infettarsi nell’attesa di ricevere la seconda dose – che assicura la protezione completa contro i sintomi più gravi – contraendo la malattia: è successo in almeno un caso – ipotizzano gli esperti – che un operatore sanitario fosse talmente sfortunato da ammalarsi poco prima di ricevere l’iniezione che lo avrebbe protetto. Ma nel Regno Unito, uno dei paesi dove la campagna di vaccinazione è arrivata già ad un punto di svolta, sono stati raccolti dati sulla diffusione del virus che fanno ben sperare: il vaccino ha infatti rallentato moltissimo la circolazione della malattia.

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