“Se non fai nulla ti danno il Reddito di Cittadinanza se provi a lavorare ti multano. Meglio chiudere”

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Fonti ed evidenze: Today, Giornale

I ristoratori protestano per il Decreto Sostegni che pur se approvato è in forte ritardo. I ristori sono insufficienti e converrebbe non lavorare affatto, dicono.

Ristori insufficienti 29 marzo 2021 leggilo.org
Getty Images/Andreas Renzt

Gli aiuti stanno partendo solo adesso ma – come i proprietari di tanti locali hanno ripetuto più di una volta – i ristori previsti dal Governo sono insufficienti per fare fronte ad una situazione critica che si protrae ormai da un anno. Ad unirsi alle proteste è Renam Asirelli che gestisce la pizzeria “La Marì d’Otello” assieme al padre Mauro. Renam ha 32 anni e vive a Forlì dove la sua famiglia porta avanti una tradizione di quattro generazioni spese nella ristorazione: “Resto aperto finché non sistemo tutti i miei dipendenti e la situazione migliora un po’. Poi chiuderò la pizzeria e me ne andrò dall’Italia. Me ne andrò perché questo non è un Paese per chi vuole fare imprenditoria”, spiega l’uomo amareggiato dal ritardo dei ristori previsti con il Decreto Sostegni che sarebbero insufficienti a far fronte alle perdite subite dalla pizzeria.

“Qui se non fai nulla ti danno il reddito di cittadinanza, mentre la cassa integrazione che spetta a chi lavora non arriva”, insiste nella sua protesta Renam, specificando che il sistema previsto per assegnare i ristori che va per fasce di perdita non ha premiato la sua volontà di lavorare, nonostante il suo esercizio commerciale sia passato da dare lavoro ad una decina di persone a soli due pizzaioli ed un’inserviente“Per due punti percentuali sono tagliato fuori dai ristori. Significa che non prendo nulla perché ho lavorato e mi sono dato da fare un po’ di più di quello che avrei dovuto fare. Se chiudevo prendevo più soldi“, le parole del titolare del locale in merito. Renam protesta anche per le direttive poco chiare prima del Governo Conte e poi del Governo Draghi in merito alle misure da adottare nei locali, spiegando come molti suoi colleghi abbiano speso una fortuna per mettere a norma il proprio locale solo per trovarsi comunque impossibilitati a lavorare perchè in zona rossa: “E’ stata una fortuna non aver pensato di installare i plexiglass o qualche altra diavoleria, perché tanto, a fronte di eventuali spese in più per una maggiore sicurezza, ci avrebbero chiusi comunque. Quindi avremmo buttato via i soldi”, conclude il ragazzo. La situazione di Renam è analoga a quella di tanti colleghi che ormai vanno incontro a pesantissime perdite nel fatturato del proprio locale da un anno a questa parte.

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