Cardinali, stipendi da 5.500 euro al mese e Papa Bergoglio finalmente decide il taglio

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Today

Papa Francesco I ha preso una decisione in merito agli stipendi di alcuni collaboratori della Santa Sede. 

Getty Images/Franco Origlia

E’ tempo di spending review anche presso Città del Vaticano, secondo quanto ha deciso Papa Francesco I in persona che parla di creare un “futuro sostenibile” per la Santa Sede comunicando alcuni importanti tagli sullo stipendio di alcuni collaboratori. L’annuncio, ufficializzato proprio in queste ore dalle parole del Pontefice stampate nero su bianco sull’annuncio papale, richiede una riduzione del 10% sullo stipendio di alcuni religiosi: “Un futuro economicamente sostenibile richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale“, sono state le esatte parole con cui Papa Francesco ha voluto introdurre i tagli monetari che fanno parte di una piccola ma sostanziale riforma economica del Vaticano.

Non saranno i lavoratori laici a risentire della decisione del Papa – tranne i più pagati – ne tantomeno i religiosi con uno stipendio più basso: i tagli decisi dal Pontefice infatti andranno a toccare principalmente gli stipendi dei cardinali più importanti del Vaticano, compresi quelli della curia che vedranno ridotto di un buon 10% un introito che comunque si aggira tra i 5.000 ed i 5.500 euro mensili. Una postilla sul documento papale garantisce che i tagli non saranno indiscriminati: “Qualora l’interessato documenti che gli sia impossibile far fronte a spese fisse connesse allo stato di salute proprio o di parenti entro il secondo grado”, si legge nella comunicazione. Anche capi del dicastero e segretari papali vedranno una riduzione dell’8% sulla somma percepita mensilmente mentre gli altri religiosi legati al Vaticano perderanno il 3% del proprio stipendio. I tagli – fa sapere Papa Francesco – entrano in vigore anche nelle strutture non territorialmente situate nello stato Vaticano come ad esempio la Basilica di San Paolo fuori le mura. Il provvedimento sarebbe anche connesso alla crisi economica causata dal virus: con musei importanti chiusi e privi di introiti, il personale laico legato al Vaticano rischia infatti di trovarsi in una situazione economica non ottimale.

 

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