“AstraZeneca è sicuro, Pfizer e Moderna non salveranno il mondo” dice Andrea Crisanti

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, La7, Fanpage

Un distinguo fondamentale tra i vaccini anti Covid quello del microbiologo Andrea Crisanti. A detta dell’esperto alcuni vaccini sarebbero solo per i Paesi ricchi.

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Getty Immages/Go Nakamura

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 23.696 unità e portano il totale a 3.464.543. Nelle ultime ventiquattro ore 460 morti che fanno salire le vittime a 106.799 e 21.673 guariti che raggiungono quota 2.794.888. Totale persone vaccinate: 2.706.381.

I casi attualmente positivi salgono a 562.856, +1548 rispetto a ieri. I pazienti ricoverati sono 28.424, – 14 mentre nelle terapie intensive 3620 assistiti, +32 da ieri.

 Crisanti: Pfizer e Moderna sono per ricchi

Che i vaccini anti Covid non fossero tutti uguali era già noto. Pfizer e Moderna si avvalgono della tecnologia a mRNA o RNA messaggero: in pratica il corpo viene ingannato e, pur senza essere stato inoculato alcun virus, inizia a produrre anticorpi. Mentre l’anglo svedese AstraZeneca – al centro di numerose questioni a seguito di alcuni decessi registrati dopo la somministrazione del siero e sospeso per qualche giorno dall’Agenzia italiana del Farmaco – sfrutta un meccanismo più tradizionale: s’inietta nel corpo un virus atto a indurre l’organismo a reagire producendo anticorpi. Anche l’americano Johnson&Johnson e il russo Sputnik, ancora in attesa di approvazione da parte dell’Ema, agiscono in modo simile ad AstraZeneca. Cambiano anche le temperature di conservazione e mentre Pfizer e Moderna hanno bisogno di essere conservati diversi gradi sotto zero, AstraZeneca si mantiene tra i 2 e gli 8 gradi.

Ma, a quanto pare, i vaccini differiscono anche per i costi. A rivelarlo il professor Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova. Crisanti, mesi fa, fu il primo a sollevare dubbi sulla sicurezza di vaccini prodotti in meno di un anno. Ma a stretto giro tornò sui sui passi e fu tra i primi a vaccinarsi con il Pfizer, il primo vaccino che ha ottenuto il via libera dall’Agenzia europea del Farmaco. Eppure, secondo lo scienziato il Pfizer non può essere la soluzione: non sarà quello il vaccino che ci tirerà fuori dalla pandemia di Covid. Perché? Perché costa troppo. Nel corso della trasmissione Tagadà in onda su La7, il microbiologo ha asserito: “Sputnik è un vaccini simile ad AstraZeneca, giusto approfondire. Pfizer e Moderna sono vaccini per ricchi, costano tanto. Il mondo non si immunizzerà grazie a loro. Paesi con risorse economiche limitate, come quelli africani, non possono permettersi vaccini del genere che necessitano di una catena del freddo a quei livelli”.

In pratica il professore ha spiegato che i Paesi del terzo mondo non potranno mai permettersi l’acquisto di vaccini costosi come Pfizer e Moderna e, pertanto, non saranno farmaci di questo tipo a farci superare l’incubo del Coronavirus. Inoltre essi sono coperti da brevetto. E nei contratti che l’Unione europea ha stipulato, nessuna clausola obbliga le case farmaceutiche ad una condivisione delle tecnologie. “La tecnologia alla base dei vaccini Pfizer e Moderna è nuova, ancora tutta da scoprire e, potenzialmente, con un valore immenso. Quindi capisco benissimo la ritrosia delle case farmaceutiche a non voler condividere il brevetto” – ha proseguito Crisanti. E, inevitabilmente, il non condividere il brevetto comporta anche l’impossibilità a delocalizzare la produzione. Infatti – come ha puntualizzato lo scienziato – L’America ha dato un miliardo e 250 milioni a Moderna e si è assicurata la produzione quasi totale del loro siero.

I prezzi dei vaccini anti Covid, in effetti, variano e anche parecchio. Se una dose di AstraZeneca, all’Unione europea, costa meno di due euro, Pfizer e Moderna ne costano quasi quindici. Da quanto sostenuto dal professor Crisanti, viene da pensare che l’unica strada che abbiamo per uscire dal Covid, dunque, sia puntare sui vaccini più economici come quello di AstraZeneca. Ciò che, tuttavia, resta da chiarire è se a diverse tecnologie possono corrispondere diversi livelli di sicurezza o efficacia o, ancora, se sfruttare il meccanismo mRNA piuttosto che quello classico di AstraZeneca possa dare luogo a conseguenze diverse per chi riceve il farmaco. Dopo la sospensione temporanea di AstraZeneca, infatti, la Francia ha stabilito che il vaccino di Oxford potrà essere somministrato solo agli over 55 mentre l’Italia, per il momento, non ha posto alcuna limitazione. Ma Crisanti sulla sicurezza di AstraZeneca non ha alcun dubbio. Giudicò negativamente la decisione dell’Aifa di sospendere il vaccino anglo svedese anche solo per qualche giorno per valutare un’eventuale correlazione tra il farmaco e i decessi registrati. Addirittura il professore sostenne che le autopsie erano superflue. I fatti hanno poi confermato la sua tesi: tra AstraZeneca e i decessi non è stato trovato alcun nesso di causa-effetto

 

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